Una boccata d'ossigeno per i ristoratori (Ti-Press)

Si potrà tornare sulle terrazze

Il Consiglio federale ha deciso di allentare alcune restrizioni: permesse anche le manifestazioni in presenza di pubblico

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Una boccata d'ossigeno, almeno parziale, per la ristorazione è arrivata dalla conferenza stampa del Consiglio federale. Le terrazze di bar e ristoranti potranno infatti tornare ad accogliere i clienti dal 19 aprile. Si dovranno comunque rispettare le regole in vigore: si consumerà seduti e la mascherina andrà indossata finché non arriveranno gli ordini al tavolo, al quale potranno sedersi un massimo di quattro cosumatori. Resta tuttavia vietata la consumazione all'interno.

 

"Il 19 marzo avevamo rinunciato a delle grosse aperture e le ultime tre settimane ci hanno detto che abbiamo fatto bene. La situazione è in pugno, ma dobbiamo avanzare con cautela", ha detto a Berna Alain Berset.

La Confederazione, bersagliata da critiche da più parti nelle ultime settimane per le restrizioni in vigore, permetterà inoltre nuovamente lo svolgimento delle manifestazioni in presenza di pubblico, per esempio negli stadi, nei cinema, nei teatri e nelle sale per concerti. Il numero di spettatori è limitato a 100 persone all’aperto e a 50 al chiuso. Il numero dei presenti, che dovranno stare seduti e indossare sempre la mascherina, non dev’essere superiore a un terzo dei posti disponibili.

Le prescrizioni per le attività sportive (non di contatto) e culturali sono allentate anche per gli adulti nel settore amatoriale, per singole persone e per i gruppi con fino a 15 persone. A queste condizioni sono nuovamente ammesse anche le competizioni. Per le attività all’aperto occorrerà indossare la mascherina o mantenere la distanza necessaria di 1,5 metri, mentre al chiuso sarà generalmente obbligatorio sia portare la mascherina, sia rispettare il distanziamento. Anche le strutture ricreative e del tempo libero potranno riaprire i loro spazi interni, analogamente ai negozi e ai musei. Gli spazi interni dei centri wellness e balneari dovranno invece restare chiusi. I vantaggi in questi ambiti per i giovani fino a 20 anni sono confermati.

Con determinate restrizioni, l’insegnamento presenziale è di nuovo consentito anche al di fuori della scuola dell’obbligo e del livello secondario II, cioè in particolare nelle scuole universitarie e nei corsi per adulti. La partecipazione è limitata a 50 persone e a un terzo della capienza dei locali e vanno rispettati l’obbligo della mascherina e del distanziamento.

Lo specchietto con la situazione aggiornata
Lo specchietto con la situazione aggiornata (UFSP)

Un rischio calcolato

Nella sua valutazione, l'Esecutivo  ha tenuto conto anche delle conseguenze economiche e sociali dei provvedimenti, in particolare per i giovani e i giovani adulti. In linea con il pacchetto di allentamenti posto in consultazione a metà marzo, ma attuato soltanto in piccola parte, la nuova fase di riapertura consente attività a rischio moderato in cui, a parte poche eccezioni, è possibile indossare la mascherina e mantenere la distanza necessaria senza difficoltà.

Sebbene la situazione epidemiologica sia peggiorata nelle ultime settimane e in questo momento solo un indicatore su cinque rispetta il limite fissato per dare il via libera a misure meno severe, secondo il Consiglio federale il rischio che si correrà è sostenibile. Le ospedalizzazioni stanno sì salendo, ma a un ritmo "relativamente lento rispetto a quello dei contagi" e la vaccinazione delle persone a rischio "procede bene": quasi il 50% degli ultraottantenni e circa il 30% delle persone tra i 70 e i 79 anni sono completamente vaccinati. Inoltre la situazione nei reparti di terapia intensiva è relativamente stabile.

Il Governo preme per terapie combinate con anticorpi monoclonali

Il Consiglio federale ha adottato anche decisioni sull’approvvigionamento con medicamenti importanti e promettenti contro il coronavirus. Le terapie combinate con anticorpi monoclonali devono essere disponibili in Svizzera il più presto possibile. In una prima fase i costi di queste terapie saranno assunti dalla Confederazione, successivamente dalle casse malati.

Il Dipartimento federale dell’interno è inoltre incaricato di studiare in dettaglio, in collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale delle finanze, in quale forma la Confederazione possa rafforzare la produzione e lo sviluppo in Svizzera di medicamenti rilevanti per il trattamento del Covid-19 (inclusi i vaccini). La modifica della legge COVID-19 del 20 marzo 2021 ha conferito alla Confederazione un maggior margine di manovra in materia.

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FD
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