In Vallese il cantiere dell’A9 procede in modo globalmente soddisfacente. Sul completamento dell’autostrada gravano però sempre rischi rilevanti, i cui costi non sono stati ancora quantificati.
È quanto rileva una perizia del Controllo federale delle finanze (CFF). Nel cantone, conformemente al partenariato in vigore, è il Servizio di costruzione delle strade nazionali (SCRN) a operare per i tratti mancanti dell’A9, sotto la sorveglianza dell’Ufficio federale delle strade (USTRA).
La Confederazione finanzia il 96% dei costi. Per il tratto di 31,8 km tra Sierre Est e Visp Est, collegamento tra il Basso e l’Alto Vallese, è previsto un budget di 5,15 miliardi di franchi. L’ultimo tratto, tra Sierre e Leukerbad Est, è lungo 8,5 km e dovrebbe costare 1,477 miliardi di franchi. Il completamento e la consegna all’USTRA sono previsti per il 2037.
Nell’audit, presentato lunedì, il CDF rileva progressi notevoli nella collaborazione fra USTRA e SCRN. L’Ufficio federale sta esercitando la sua alta sorveglianza “con impegno ed efficacia”. Inoltre un ulteriore passo avanti è dato da un piano di gestione globale, che consente di ottimizzare il calendario dei lavori. Il CDF richiama però l’attenzione sulla durata del progetto, che si protrarrà ancora per una dozzina d’anni e comporterà inevitabilmente dei cambiamenti nel personale.
Un altro elemento di peso è dato dalla gestione dei rischi e dei costi. Infatti, sebbene il calendario sia giudicato chiaro e strutturato, i rischi legati al volume di costruzione restano elevati e il loro impatto finanziario non è ancora interamente definito.
In conclusione, il completamento dell’A9 avanza in base ad un quadro organizzativo solido e ad una cooperazione rafforzata. Tuttavia, visto l’ammontare in gioco (più di 6,6 miliardi di franchi per le tratte ancora in costruzione) e la complessità dei lavori in predicato, occorre prestare la massima attenzione fino alla consegna definitiva, che è prevista per il 2037.









