Livia Leu (Keystone)

UE, "serviva un nuovo passo"

Il Consigliere federale Ignazio Cassis commenta così la nomina di Livia Leu a negoziatrice con l'Unione europea - L'analisi

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"Il ruolo di negoziatore con l'Unione europea non deve piacere solo a me, ma deve trovare il consenso del collegio governativo". Con queste parole Ignazio Cassis ha commentato la nomina di Livia Leu a negoziatrice con l'UE al posto di Roberto Balzaretti, che sarà ambasciatore a Parigi. Secondo il Consiglio federale, quest'ultimo non era più la persona adeguata: "C'era bisogno di fare un nuovo passo", ha dichiarato lo stesso responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri.

L'analisi

Alain Crameri, responsabile della redazione nazionale del Radiogiornale, ha spiegato cosa cambierà con questo avvicendamento: "Il Governo lancia un segnale interno, come a dire 'siamo pronti a una nuova fase di discussioni su un accordo che così com'è non piace a sufficienza'. Ignazio Cassis in conferenza stampa ha ripetuto più volte che la Confederazione vuole precisazioni sui tre ambiti noti da un anno: aiuti di stato, protezione dei salari e accesso alle assicurazioni sociali. Ma non sappiamo ancora i dettagli, e nemmeno è chiaro se proverà a ridiscutere il ruolo della Corte europea di giustizia, o della clausola ghigliottina".

 

Inevitabile chiedersi cosa si perde con la partenza di Balzaretti: "Si perde il diplomatico che probabilmente meglio di tutti in Svizzera conosceva i volti, i corridoi e le logiche di Bruxelles. Livia Leu porta invece con sé una lunga esperienza. In Iran ha facilitato la liberazione di prigionieri statunitensi, mentre in ambito economico si è occupata di accordi commerciali in seno alla SECO".

Le prime reazioni politiche sono già arrivate: "Le più interessanti arrivano dalla sinistra. I sindacati accusavano Balzaretti di aver ceduto sulla protezione dei salari e vedono in questo avvicendamento la possibilità di riacquistare fiducia nelle trattative. Anche i socialisti parlano di un buon passo. Per il Governo è chiaro che se all'opposizione fondamentale dell'UDC si aggiunge anche quella dei sindacati, l'accordo quadro è fallito. Resta da capire bene la posizione del PPD, col suo presidente Gerhard Pfister particolarmente critico".

Il commento di Simona Cereghetti

Il commento di Simona Cereghetti

TG 20 di mercoledì 14.10.2020

 
FD/RG
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