Quando si parla di tradizionalismo cattolico, il pensiero corre subito ai cosiddetti “lefebvriani”, ossia, per essere più precisi, alla Fraternità sacerdotale S. Pio X, fondata dall’arcivescovo Marcel Lefebvre il 1.o novembre 1970 a Friburgo. Le ordinazioni, senza mandato papale, di quattro vescovi da parte del prelato francese insieme con il brasiliano Antonio de Castro Mayer, il 30 giugno 1988 a Ecône (la sede del seminario), in Vallese, ebbero come conseguenza la scomunica latae sententiae dei due vescovi consacranti e dei quattro vescovi consacrati ( Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Alfonso de Galarreta, et Richard Williamson) e il non riconoscimento canonico – che perdura tuttora – della Fraternità, sebbene ai quattro vescovi la scomunica sia stata revocata da Benedetto XVI il 22 gennaio 2009, mentre Willamson venne poi espulso dalla Fraternità alla fine del 2012 per le sue posizioni ritenute troppo intransigenti e per le sue dichiarazioni negazioniste.
Una dissidenza
Di fronte alla situazione, considerata scismatica, presentatasi dopo il 30 giugno 1988, una dozzina di sacerdoti usciti dalla Fraternità, capeggiati da Josef Bisig, e alcuni seminaristi fondarono il 18 luglio 1988 nell’abbazia friburghese di Hauterive la Fraternità sacerdotale San Pietro, una società clericale di vita apostolica di diritto pontificio, poi eretta con decreto della Commissione pontifica “Ecclesia Dei” il 18 ottobre 1988. La particolarità concessale è l’utilizzo dei libri liturgici pre-conciliari del 1962 e quindi la celebrazione della messa di S. Pio V (la cosiddetta messa tridentina), naturalmente in latino. Ciò che la distingue dai lefebvriani è di essere in piena comunione con Roma, di riconoscere la validità della messa post-conciliare e di considerare problematica solo l’interpretazione – ma non gli aspetti dottrinali - di alcuni decreti del Concilio Vaticano II (1962-1965). Questi ultimi due punti vengono invece completamente rigettati dalla Fraternità S. Pio X.
Il motu proprio di papa Francesco “Traditionis Custodes” del 16 luglio 2021, con il quale il pontefice argentino, praticamente abolendo la lettera apostolica “Summorum Ponticum” di Benedetto XVI del 7 luglio 2007, pose strettissimi limiti alla celebrazione della messa e dei sacramenti secondo il rito tridentino, mise in serio pericolo l’esistenza stessa della Fraternità San Pietro, ma un decreto pontificio dell’11 febbraio 2022 precisò che le nuove norme non si applicavano ad essa.
La casa generalizia della Fraternità San Pietro si trova a Friburgo e il suo superiore generale attuale è il prete americano John Berg. Dispone di due seminari: uno a Wigratzbad, in Germania, e uno a Denton, negli Stati Uniti. Suddivisa in tre distretti (Francia, Paesi germanofoni e Oceania), è presente in una ventina di Paesi di quattro continenti e, secondo le ultime statistiche, conta 387 sacerdoti, 30 diaconi e 162 seminaristi (cifre nettamente inferiori a quelle della Fraternità S. Pio X).
La presenza in Svizzera
In Svizzera, oltre a Friburgo – sede, come abbiamo visto, della casa generalizia – la Fraternità San Pietro è presente soprattutto in altre località romande (Bulle, Losanna, Ginevra, Neuchâtel, che pubblicano il bollettino mensile ”Introibo”), ma anche, nella Svizzera tedesca, a Thalwil, St. Pelagiberg, Felsberg e Meisterwil.
In Ticino, nel settembre 2023 l’amministratore apostolico mons. Alain de Raemy ha dato il suo accordo affinché un sacerdote della Fraternità San Pietro (don Benjamin Durham) possa assicurare un regolare ministero, compresa la messa ogni domenica e festa di precetto e la celebrazione dei sacramenti secondo il rito romano antico. Il luogo prescelto è l’oratorio della Madonna di Fatima a Gordemo (comune di Gordola).
Per essere più esaustivi, aggiungiamo che, oltre alla Fraternità San Pietro, in Ticino la messa tridentina viene celebrata – con approvazione vescovile – regolarmente nella chiesa di Santa Marta a Carona (a cura dell’associazione Collegium Caronensis) e la prima domenica del mese nella chiesa di San Carlo a Lugano. Da parte sua, la Fraternità S. Pio X assicura una messa tridentina generalmente la terza domenica del mese nella cappella S. Giuseppe a Vezia.

La chiusura del Giubileo della Speranza
Strada regina 27.12.2025, 18:35






