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Un sottocenerino presidente della Confederazione

Mercoledì, Ignazio Cassis succederà a Guy Parmelin; l'occasione per fare un salto nel passato e ricordare chi lo ha preceduto

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Dopo 24 anni, mercoledì, uno svizzero italiano sarà eletto alla presidenza della Confederazione: Ignazio Cassis succederà infatti a Guy Parmelin. L'ultima volta che un presidente ha parlato, pensato e sognato in italiano era con Flavio Cotti, nell’ormai lontano 1998.  

Ma facciamo un salto indietro nel passato. Il primo fu Giuseppe Motta. Arrivò all'alta carica per la prima di cinque volte nel 1915, mentre era in pieno corso la prima guerra mondiale.

Non è stato l’unico PPD leventinese a reggere le redini del Paese in tempo di guerra. Enrico Celio fu infatti presidente nel 1943. L'onore gli toccò poi di nuovo nel 1948.

  Da un Celio all'altro

Nel 1972 fu la volta di Nello Celio. Fu il primo PLR ticinese ad assumere la presidenza della Confederazione, perché Stefano Franscini e Giovanni Battista Pioda non ebbero l'onore. E, per dovere di cronaca, neppure il PPD Giuseppe Lepori.

Dopo Nello Celio, passarono due decenni prima di sentir parlare di nuovo in italiano il presidente e accadde in un anno speciale: quello per i festeggiamenti dei 700 anni della Confederazione.

Flavio Cotti venne eletto con 161 voti. Un risultato deludente per un consigliere federale molto molto popolare, che il giornalista RSI Michele Magistra commentava così: “È evidente che qualcuno, soprattutto a destra, ha voluto lanciare un segnale ammonitore a Cotti, per il modo in cui ha coinvolto e trascinato il Governo in scelte ecologiche ritenute troppo avanguardistiche e eccessivamente rigide nei confronti dell’economia”.

L’ambiente, quindi, e in quel 1991 anche tanti dibattiti sulle relazioni con l'Europa. Sono temi che sicuramente occuperanno anche la presidenza di Ignazio Cassis, che sarà anche il primo sottocenerino ad occupare l’ambita carica.

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