La Corte d’appello del Tribunale penale federale - con una sentenza resa pubblica mercoledì - ha assolto UBS dall’accusa di violazione dell’articolo sulla responsabilità penale di impresa in relazione al cosiddetto caso della “mafia bulgara”, una vicenda di riciclaggio risalente al 2007 e 2008 che la banca ha “ereditato” dal Credit Suisse.
I giudici hanno inoltre abbandonato il procedimento nei confronti di una ex dipendente di quest’ultimo istituto, deceduta nel 2023, e confermato parzialmente la condanna di un ex gestore patrimoniale e quella di un cittadino bulgaro.
Si tratta di un nuovo episodio – forse non l’ultimo - di una storia giudiziaria sfociata nel 2022 in una condanna di primo grado per tutti gli imputati, che avevano poi fatto ricorso come pure l’accusa. In seconda istanza UBS era stata assolta nel 2024. Questo nuovo giudizio si è reso necessario in seguito a un rinvio all’istanza inferiore da parte del Tribunale federale, chiamato in causa dagli eredi dell’imputata deceduta.
Credit Suisse e mafia bulgara, oggi sentenza storica
Telegiornale 27.06.2022, 14:30








