Balthasar Glaettli (Archivio Keystone)

"Urgono misure per lavoro e clima"

Il presidente dei Verdi Balthasar Glättli ha presentato un programma di impulso che permetterebbe di affrontare anche gli effetti della pandemia

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La seconda ondata della pandemia va affrontata con l'adozione di misure di ammortamento sociale che garantiscano l'impiego e nel contempo accelerino la trasformazione verso un'economia verde. Lo ha affermato il presidente del partito ecologista svizzero Balthasar Glättli nel suo discorso all'assemblea dei delegati svoltasi sabato in modalità virtuale.

Non vi dovranno essere altri 1,88 miliardi di franchi per l'industria aerea senza requisiti vincolanti volti a garantire una trasformazione che tenga conto dei cambiamenti climatici, ha sottolineato il consigliere nazionale zurighese che ha proposto un programma di impulso verde e sociale costituto da tre pilastri: un'offensiva in materia di energia solare (con perlomeno un raddoppio del sostegno alle energie rinnovabili, oggi di 1,3 miliardi di franchi); un'offensiva formativa (con un programma di buoni federali per complessivi 500 milioni che permettano una riqualifica dei 150'000 disoccupati); e un'offensiva nel campo delle cure e in quello della custodia dei bambini, ambiti in cui andrebbero iniettatati 2 miliardi, uno per ciascun segmento.

Nonostante l'aumento della disoccupazione, c'è una carenza di lavoratori qualificati nel settore delle cure, ha ricordato Glättli. Entro il 2030 saranno necessari circa 65'000 operatori supplementari; inoltre circa la metà del personale infermieristico formato lascia la professione durante la vita lavorativa. Vi è quindi necessità di agire, ha affermato il presidente dei Verdi aprendo i lavori dell'assemblea incentrati in particolare sull'agricoltura. In discussione ci sono una risoluzione su agricoltura e alimentazione, nonché le raccomandazioni di voto sulle due iniziative per l'acqua potabile e per il divieto dei pesticidi (per entrambe l'invito degli ecologisti è a votare di sì).

L'assemblea si è pure detta per il referendum per lo "Stop all'olio di palma", che intende affossare l'accordo di libero scambio con l'Indonesia.

Condividi