(KEYSTONE)

Macchinisti formati "in casa"

Dopo l'esternalizzazione, marcia indietro delle FFS

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Le FFS torneranno a gestire direttamente la formazione dei macchinisti di locomotive, che nel 2005 era stata affidata all’associazione del ramo dei trasporti Log.In. L'esternalizzazione suscitava da tempo le riserve del VSLF, il sindacato svizzero dei macchinisti. Non certo per carenze nella formazione, ma per via di alcune farraginosità organizzative, ci dice il responsabile romando del sindacato, André Alder.

La gravità dell’incidente ferroviario a Granges-près-Marnand (VD), costato la vita proprio al conducente del treno, ha suscitato un certo dibattito anche sulle modalità di formazione dei macchinisti. Sulla dinamica dell’incidente, gli inquirenti devono ancora pronunciarsi in via definitiva. Ma in ogni caso, secondo André Alder, non c’è alcuna relazione fra la risonanza della sciagura avvenuta a fine luglio e la decisione delle FFS di riprendere in mano la formazione dei conducenti di locomotori. La fine dell'esternalizzazione era già stata concordata con i sindacati un paio di anni fa.

Per le FFS, secondo la loro portavoce Lea Meyer, si tratta peraltro di garantire la continuità del know-how aziendale, in un ambito dove la richiesta di giovani leve qualificate si fa particolarmente sentire. Da parte sua il sindacato VSLF, come sottolinea Roberto Kraschitz della sezione ticinese, si aspetta ora l’adozione di un quadro formativo più organico e multifunzionale.

Ma in che termini, per questo approccio formativo, dovranno essere prese in considerazione le specificità del lavoro sulle tratte della Svizzera italiana?

L’ex regia federale prevede intanto la necessità di impiegare, nei prossimi 10 anni, almeno un migliaio di nuovi macchinisti.

Alex Ricordi



Condividi