Il direttore del DSS Raffaele De Rosa
Il direttore del DSS Raffaele De Rosa (TI-Press)

“Aumento ingiusto, siamo delusi”

Raffaele De Rosa commenta l’aumento dei premi in Ticino per il 2021– “Non meritavamo questo ulteriore schiaffo dopo la pandemia, ancor peggio dall’UFSP”

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

“Il sentimento è di profondo disappunto e delusione”. Sono queste le prime parole del direttore del Dipartimento sanità e socialità (DSS) ticinese Raffaele De Rosa, dopo la tradizionale comunicazione da Berna degli aumenti dei premi di cassa malati per l’anno 2021. Per il Ticino è previsto un aumento medio del 2.1%, il più importante a livello svizzero.

Per De Rosa si tratta però di un aumento “ingiusto e ingiustificato, in primo luogo perché da quello che ci hanno comunicato gli assicuratori malattia nel 2020, anche e soprattutto a causa della pandemia, i costi resteranno pressoché invariati, anzi diminuiranno leggermente e nel 2021 ci sarà solo un leggero aumento”. Per questo, ha spiegato il consigliere di Stato, il Cantone aveva chiesto ufficialmente alla Confederazione di non avere aumenti per il 2021.

A fare arrabbiare De Rosa è stato anche l’intervento dell’Ufficio federale della sanità pubblica, che ha “addirittura modificato al rialzo la proposta di aumento dell’1,7% fatto dagli assicuratori, portandolo appunto mediamente al 2,1%”.

L'evoluzione del premio medio effettivo svizzero e ticinese dal 2010
L'evoluzione del premio medio effettivo svizzero e ticinese dal 2010 (ti.ch)

Per il direttore del DSS il Ticino ha già pagato il prezzo più alto, sia in termini di vite sia sul piano socioeconomico, a causa della pandemia e non “meritava questo ulteriore schiaffo”. De Rosa ha poi puntato il dito sulle riserve eccessive accumulate dagli assicuratori: “Finalmente anche a Berna sono state definite eccessive, superano di oltre il doppio quanto previsto dalla legge, legge che prevede di utilizzarle in situazioni straordinarie e non credo che ce ne sia una più straordinaria di quella che stiamo vivendo. È quindi il momento di liberarne e restituirne almeno una parte.”

Bianchi: “Nel primo semestre 2020 -5,5% di costi”

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il Capodivisione salute pubblica Paolo Bianchi, che ha contestualizzato alcuni grafici e cifre, confermando che nel primo semestre del 2020, a causa dello stop forzato imposto dalla pandemia, i costi della Lamal sono diminuiti del 5,5% a causa della pandemia di coronavirus, e per la fine dell’anno è verosimile che la spesa subisca una flessione. Una flessione che è però legata a un fattore straordinario e non dovrebbe ripetersi nei prossimi anni”.

Bianchi ha pure spiegato come i maggiori costi (prestazioni lorde LaMal) in Ticino siano ascrivibili ad alcuni fattori strutturali: l’età più avanzata della popolazione, la maggior offerta sanitaria sul territorio e una mentalità che si affida più facilmente alle cure.

De Rosa: “Ancora dati parziali dall’UFSP, speriamo nelle iniziative ticinesi”

Il direttore del DSS De Rosa ha voluto infine fare anche il punto su quanto fatto dal Cantone, spiegando come “per la seconda volta consecutiva abbiamo ricevuto dati parziali dall’UFSP, che non ci hanno permesso di eseguire la consueta analisi approfondita sulle proposte di premio”. Il Cantone ad agosto ha comunque formulato tre richieste all’UFSP: il rimborso dei premi in eccesso del 2019, la riduzione delle riserve eccessive e appunto il mantenimento di premi invariati.

Per questo, ha concluso De Rosa, “assumono sempre più importanza le tre iniziative cantonali (Più forza ai Cantoni, Per riserve eque e adeguate, Per premi conformi ai costi  ndr), che sottoposte ai cantoni latini stanno raccogliendo un ampio consenso. Bisogna cambiare qualcosa nel sistema, la politica deve avere gli strumenti per intervenire.”

 
 
dielle
Condividi