Sono attesi venerdì i chiarimenti dalla SECO (TI-Press)

“Priorità agli stipendi”

Il grido di allarme delle PMI e degli indipendenti: “Senza entrate e con le fatture da pagare”

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Dallo scorso fine di settimana, ovvero da quando negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, sono chiusi, molti dirigenti di piccole aziende, così come i lavoratori indipendenti si trovano senza un'entrata, ma con le fatture da pagare. Il Consiglio di stato ticinese ha chiesto alla Confederazione di estendere l'indennità per lavoro ridotto anche a queste due categorie di lavoratori. La Segreteria di Stato per l'economia (SECO), da parte sua, ha annunciato che si esprimerà venerdì.

Intanto però, il tessuto economico svizzero e ticinese, costituito in gran parte proprio da queste due categorie, resta sotto forte pressione: “Se non arrivano gli aiuti si vedrà, bisognerà tirare la cinghia…io un po’ sono abituato – dice il proprietario di un negozio di sport a Olivone Donato Sarcinella – perché con le stagioni invernali degli ultimi anni è sempre stata dura, quest’anno che finalmente la stagione era buona, ecco che arriva questo problema. I miei dipendenti per questo e il prossimo mese riceveranno sicuramente lo stipendio, poi si vedrà…è difficile fare calcoli, si vive alla giornata in attesa di quanto ci diranno venerdì”.

“La cosa peggiore – gli fa eco Samoa Starnini, dell’omonima fabbrica di bibite a Biasca – è che con tutta la ristorazione ferma di sicuro non ci pagheranno le fatture, visto che non hanno entrate”. Al momento la priorità per Starnini resta quella di garantire lo stipendio ai suoi due operai: “Mi sono già mossa domenica per chiedere ai vari rappresentanti delle aziende per capire se sono disposti ad accettare il ritardo nei pagamenti di un mese, così da garantire i salari ai miei operai”.

Indipendenti e liberi professionisti: “Cosa facciamo senza stipendio?”

“Il problema che ci siamo posti a casa – afferma Sandro, un terapista complementare – è: ‘adesso cosa facciamo, come si pagheranno le fatture?’, soprattutto considerando che finché si tratta di un mese è una cosa, ma se tutto si protrae più a lungo il problema diventa davvero serio”. I lavoratori indipendenti, con i provvedimenti a salvaguardia della salute pubblica, a fine mese non percepiranno infatti lo stipendio. “Credo che tutti i liberi professionisti, il massaggiatore, l’idraulico, l’elettricista, il giardiniere…sicuramente si troveranno nella mia stessa condizione, in quanto non possono lavorare”.

Una visione che trova conferma anche nelle parole di Aline Dauria, una fotografa indipendente: “La cosa più difficile è prevedere dei prossimi lavori, al di là di quelli annullati o rinviati, perché di solito è un continuo ‘entrare’ di piccoli lavori, piccole certezze che ora vengono meno. Credo che mi rivolgerò al mio sindacato di fiducia dove spero di trovare un sostegno.”

“È una situazione nuova in cui bisogna capire come muoversi, non è facile, io ho anche due figli che al momento sono a casa e quindi va ripensata un po’ tutta la vita di famiglia, professionale, da indipendente o dipendente” conclude Aline Dauria.

 

CSI-Calcagno/dielle
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