L’accusato, originario dell’Asia, era tornato in Ticino qualche anno fa come frate cappuccino (archivio Ti-press)

“Saremo collaborativi”

L’arresto del frate cappuccino per molestie sessuali ha scosso la comunità religiosa che attende la conclusione dell’inchiesta

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"Siamo venuti a conoscenza del caso nel momento in cui la polizia si è presentata nel convento e ha prelevato il religioso", dice Fra Edy Rossi Pedruzzi, custode dei frati cappuccini della Svizzera italiana.

L’accusato, originario dell’Asia, era tornato in Ticino qualche anno fa come frate cappuccino nell'ambito di un cosiddetto "prestito" per solidarietà del personale, una sorta di collaborazione interna all’ordine religioso. Lo scorso febbraio è finito in manette perché sospettato di aver molestato una donna portatrice di handicap.

“Innanzitutto c’è la giustizia civile in quanto il presunto reato è stato commesso da una persona, e non solo da un uomo di chiesa e in questa fase saremo assolutamente collaborativi” afferma Fra Edy, che ha incontrato il frate in carcere dopo l’arresto. L'uomo avrebbe già fornito parziali ammissioni e nelle scorse ore è stato nuovamente interrogato.

"Tolleranza zero"

"Tolleranza zero"

Il Quotidiano di venerdì 05.04.2019

 
CSI/YR
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