Il mese di marzo al Centro professionale tecnico di Trevano è dedicato alla sostenibilità. Nell’ambito del “Green Month” (“mese verde”, ndr) una giornata è stata riservata all’alimentazione, con l’obiettivo di sensibilizzare gli apprendisti sulle differenze tra prodotti locali, artigianali e industriali. “Il mese Green è il nostro mese di marzo dedicato alla sostenibilità a 360 gradi”, spiega la direttrice Cecilia Beti, sottolineando l’importanza di riflettere anche su ciò che si porta in tavola.
Formaggi: due mondi a confronto
Protagonisti della giornata sono stati i formaggi, con una degustazione tra un prodotto d’alpe e uno industriale. “Il formaggio d’alpe, con il fatto che gli animali vivono l’alpe stessa, ha veramente un profumo e un sapore particolare”, spiega Sibilla Quadri, responsabile del Centro di competenze agroalimentari Ticino. Diverso invece il caso del formaggio industriale, dove “per dare una certa colorazione addirittura si aggiungono dei coloranti” e dove gli animali, provenendo da allevamento intensivo “non hanno probabilmente mai brucato e non hanno mai calpestato una terra”. L’industria agroalimentare “ha bisogno di qualità”, ha concluso la responsabile.
Anche dietro una pagnotta c’è una scelta
Il confronto si è allargato anche al pane, tra caratteristiche sensoriali, provenienza e costi di produzione. Marco Pasotti, docente del settore panetteria, pasticceria e confetteria, ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra qualità e prezzo: “Abbiamo un pane che costa meno di un franco a mezzo chilo e un altro, un po’ più voluminoso, arioso, forse maggiormente percepito come buono, che costa tre volte tanto”. Una differenza che dipende anche dall’origine del prodotto e dalla lavorazione: “Se si considera dove e come è stato prodotto, emergono differenze di costo significative, in cui anche la manodopera ha un peso determinante”, ha chiosato il docente.
Tra degustazioni e approfondimenti, il messaggio agli apprendisti è chiaro: scegliere cosa mettere nel carrello significa valutare non solo il prezzo, ma anche qualità, provenienza e sostenibilità.






