Dovrà rimanere ancora dietro le sbarre la 36enne svizzera di origine turca che il 30 gennaio scorso, in viale Stazione a Bellinzona, minacciò con un coltello da cucina il commesso di un negozio di telefonia mobile, per poi pronunciare più volte la frase “Allah Akbar” prima di essere immobilizzata dagli agenti di polizia.
La decisione è stata presa mercoledì dal giudice dei provvedimenti coercitivi Ares Bernasconi, che ha prorogato fino al 3 aprile la carcerazione preventiva della donna. Il tutto sulla base del rapporto intermedio consegnato dalla perita psichiatrica, Fazia Bernasconi-Schlunke, dal quale emerge l’esistenza di un alto rischio di recidiva.
La procura federale ipotizza anche il reato di sostegno e partecipazione a un’organizzazione terroristica. Addebito che la 36ennea, difesa da Walter Zandrini, contesta però con fermezza.

Armata di coltello a Bellinzona, smentisce la matrice terroristica
Il Quotidiano 11.02.2026, 19:00







