La segretaria generale dell'ACSI Laura Regazzoni-Meli (keystone)

ACSI molto sollecitata

A causa della pandemia le associazioni dei consumatori hanno ricevuto migliaia di segnalazioni per controversie legate alla situazione sanitaria

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La pandemia ha notevolmente influito sul tipo di dossier che le associazioni svizzere dei consumatori sono state chiamate a trattare. Nell'anno del coronavirus, l'ACSI nella Svizzera italiana e le consorelle d'Oltralpe (Konsumentenschutz e FRC), hanno ricevuto numerose segnalazioni concernenti i viaggi e le vacanze annullate e parecchie lamentele riguardanti il commercio online. In totale in Svizzera sono pervenuti 16’060 reclami, un dato nell’insieme in leggero calo rispetto al 2019 che però si spiega con forme di consumo diverse nel corso di diversi mesi dell’anno.

Considerando le macro categorie di segnalazioni, l'ACSI e le consorelle anche nel 2020 sono state soprattutto interpellate per controversie contrattuali relative ai consumi (6'200). Seguono circa 2'300 richieste concernenti metodi di vendita scorretti. Al terzo posto balza una categoria fortemente toccata dalla pandemia di coronavirus: quella degli annullamenti di viaggi e vacanze e al rimborso dei voli (oltre 1'200 casi in tutta la Svizzera).

La pandemia “ha causato non pochi problemi ai consumatori se pensiamo agli annullamenti di viaggi, vacanze, abbonamenti dei mezzi pubblici, alle palestre o per altri eventi culturali o espositivi. E ad oggi ci sono ancora molti casi irrisolti o di consumatori che hanno ricevuto dei buoni che però si stanno avvicinando alla data di scadenza. Nei primi mesi della pandemia abbiamo registrato numerose segnalazioni anche riguardo ai prezzi esorbitanti di mascherine e disinfettanti”. Così la segretaria generale dell’ACSI Laura Regazzoni-Meli.

RG/Swing

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