L'uccisione sul pascolo limita stress e disagi agli animali (Archivio TI-Press)

Abbattimento sul pascolo da luglio

Sarà possibile farlo in fattoria, risparmiando sofferenze agli animali, ma a precise condizioni – “In Ticino ancora nessuna richiesta”

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Abbattere gli animali in fattoria o sui pascoli invece che al macello. Grazie ad alcuni allevatori, che hanno portato avanti la battaglia per limitare le sofferenze degli animali, dal primo luglio sarà possibile farlo in tutta la Svizzera. Da questa data entrerà infatti in vigore una specifica modifica della relativa ordinanza federale in materia, ma a precise condizioni. 

La procedura è stata ammessa per evitare agli animali ad esempio lo stress del trasporto al macello e quello causato poi dall'odore del sangue, che il bestiame percepisce in queste strutture. Le condizioni, come detto, però non mancano: “L’animale dev’essere stordito e poi dissanguato in modo conforme alla protezione degli animali – spiega ai microfoni della RSI il veterinario cantonale Luca Bacciarini –. Significa che è necessario avere tanto la strumentazione adatta quanto le persone con le giuste competenze. Dopodiché bisogna trasportare l’animale morto nel più breve tempo possibile al macello, per la preparazione della carne per il consumo e per il controllo delle carni da parte di un veterinario ufficiale”.

Per l'abbattimento al pascolo con il fucile deve essere inoltre sempre presente il veterinario, mentre la presenza sarà a campione se l'abbattimento avviene in fattoria con proiettile captivo. Una procedura quindi altamente regolata, che può far aumentare anche i costi: “Già con le regole attuali ci sono delle spese supplementari, e ce ne sono ulteriori se l’allevatore non è persona esperta e non si può quindi occupare dello stordimento e del dissanguamento, e infine ci saranno altre spese come il trasporto dell’animale morto, più complesso di quello di animali vivi. Inoltre il macello dovrà da una parte essere d’accordo nel far entrare animali già morti, dall’altra lo stesso dovrà essere strutturato in modo che questo sia possibile.”

In Ticino di richieste ufficiali per ora non ve ne sono ancora state, ma interrogato sull’opportunità di adottare la prassi anche a Sud delle Alpi Bacciarini ha sottolineato come, quando gli animali vengono macellati in Ticino, “i tempi di trasporto siano relativamente brevi e di conseguenza anche lo stress per gli animali. Certo però resta il fatto dell’animale che entra in una struttura sconosciuta con degli odori e dei rumori che non conosce” conclude il veterinario cantonale.

CSI/dielle
Condividi