La CERT "si impegna a riflettere affinché situazioni analoghe non si ripetano" (TiPress)

Affidi, le scuse degli evangelici

La CERT chiede perdono alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari

La Chiesa evangelica riformata in Ticino (CERT) chiede "scusa e perdono" alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari.

"Sono molto soddisfatto perché ci hanno messo tanto a pronunciare queste parole. Adesso l’hanno fatto e per me è una grande soddisfazione", ha affermato alla RSI Sergio Devecchi, che subì violenze nell'istituto evangelico al quale era stato affidato da bambino.

Infatti, il Sinodo della CERT, tenutosi lo scorso 9 novembre, ha preso atto della sua testimonianza, che l’ha chiamata in causa direttamente. "Mi hanno invitato a una conferenza dove ho potuto raccontare la mia storia" – ha affermato – "Hanno capito che anche loro fanno parte di questa pagina buia della storia sociale svizzera".

La CERT, come sottolineato nella nota diffusa martedì, si impegnerà "a riflettere affinché situazioni analoghe non si ripetano e integrerà questa tematica dolorosa all’interno del proprio insegnamento affinché resti come parte della nostra memoria".

"Questa storia deve entrare nei libri scolastici e negli insegnamenti ecclesiastici" – ha continuato Devecchi – "Hanno capito che non basta scusarsi ma si deve anche fare un passo in avanti e prendersi la responsabilità di parlare con i giovani d’oggi di quello che è successo tanti anni fa".

Le scuse della Chiesa evangelica

Le scuse della Chiesa evangelica

Il Quotidiano di martedì 12.11.2019

 
 
CSI/AnP
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