La sharing economy sta cambiando le nostre abitudini
La sharing economy sta cambiando le nostre abitudini (airbnb)

Airbnb conquista il Ticino

Espansione vertiginosa. Elia Frapolli: "Rischio concorrenza sleale". La testimonianza di Barbara Locatelli

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La sharing economy sta cambiando la cultura del consumo e della produzione. Sposta il confine tra pubblico e privato ed è nei fatti l'aspetto costruttivo della crisi economica. Oggi Airbnb copre 190 paesi e oltre 34'000 città del mondo. L'estate appena trascorsa ha visto circa 17'000'000 di persone soggiornare in alloggi Airbnb. E il portale di home sharing sta conquistano anche il Ticino, dove ormai si contano 550 location. "La nostra strategia? Fornire il miglior servizio possibile sia a chi ospita che a chi è ospitato e fare in modo che ogni viaggio sia fatto in tutta sicurezza e vada a buon fine", ci spiega Julian Trautwein, portavoce di Airbnb. Questi i numeri del successo, ma c'è pure un lato oscuro: da una parte Airbnb è infatti accusata di concorrenza sleale agli alberghi, dall'altra non tutti i suoi host dichiarerebbero al fisco quanto guadagnano.

"C’è un aspetto del portale che trovo molto interessante, ovvero la possibilità di istaurare un rapporto molto stretto tra il turista e chi mette a disposizione l’alloggio. Si tratta di un’emanazione della cosiddetta sharing economy che oggi vediamo applicata in vari ambiti come i trasporti e la gastronomia. Un sito come quello citato contribuisce ad aumentare il ventaglio di offerte di alloggio, permettendo al turista di vivere esperienze alternative e fuori dal comune", afferma Elia Frapolli, direttore Ticino Turismo. "L’aspetto negativo è però rappresentato dal rischio di concorrenza sleale, in particolare verso chi opera nel settore dell’albergheria. I nostri hotel sono difficilmente in grado di proporre prezzi al di sotto di una certa soglia minima perché sono sottoposti a molte regolamentazioni legate, ad esempio, alla sicurezza e all’igiene, così come a standard di qualità minimi. Per concludere, penso che portali di questo tipo siano in generale positivi per il turismo, ma a condizione che le singole strutture rispettino gli stessi vincoli cui sono sottoposti gli alberghi, come è il caso di molti B&B in Ticino", prosegue.

Joe Pieracci

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