Il farmacista cantonale, Giovan Maria Zanini (© Ti-Press / Alessandro Crinari)

"Alcuni centri vaccinali verranno chiusi"

Intervista al farmacista cantonale: "Richiamo per gli adolescenti? In alcuni casi è importante" - Gli effetti secondari duraturi "vanno segnalati al proprio medico"

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L'Ufficio federale della sanità pubblica ha fatto sapere oggi di raccomandare la dose di richiamo del vaccino anti-Covid per i giovani con più di 12 anni. A chi è rivolta questa indicazione? Lo abbiamo chiesto al farmacista cantonale, Giovan Maria Zanini.

“La formulazione dice che il richiamo negli adolescenti è raccomandato per chi desidera aumentare la protezione. Oggi sappiamo che il richiamo, soprattutto nel caso di Omicron, protegge in modo importante dai decorsi gravi, che negli adolescenti sono abbastanza rari, però ci sono sicuramente delle situazioni in cui farlo è importante”.

A proposito di terza dose, si nota un calo di richieste. Questo cosa potrebbe comportare a livello organizzativo?

“La diminuzione delle richieste di richiamo si sta verificando in tutta la Svizzera, questa settimana in Ticino siamo andati a pieno regime. Dalla prossima settimana iniziamo ad avere degli appuntamenti liberi. Questo dipende anche dal fatto che molte persone che erano state vaccinate con le due dosi, in questa nuova ondata si sono ammalate e hanno fatto il richiamo ‘naturalmente’. Queste persone non hanno bisogno di una nuova somministrazione adesso, semmai fra quattro mesi. In ogni caso, siamo a circa 150'000 richiami somministrati, per cui per forza di cose, a partire dalle prossime settimane dovremo cominciare a ridurre il nostro dispositivo. Concretamente, vuol dire iniziare a chiudere qualche centro”.

Presto sarà disponibile anche il richiamo per il vaccino di Johnson&Johnson, che in Ticino è stato somministrato a circa 2'000 persone. Ma in questo caso, le autorità non si aspettano molte richieste. Come mai?

"Perché in molti casi, chi ha scelto questo vaccino non era molto convinto di vaccinarsi".

Sono stati segnalati casi di malessere che durano anche settimane o mesi dopo la somministrazione del vaccino. C'è un monitoraggio? Bisogna preoccuparsi?

"La stragrande maggioranza degli effetti secondari si manifesta subito dopo la vaccinazione e si risolve nel giro di pochi giorni, però è vero che ci sono effetti che durano più a lungo e possono superare una o due settimane. In questi casi è comunque molto importante segnalarli al proprio medico in modo che possano entrare nella banca dati della Confederazione che poi viene sottoposta regolarmente a delle analisi in modo da poter identificare i problemi, quelli che non si conoscevano e quelli che si presentano in misura maggiore rispetto a quanto previsto".

SEIDISERA/eb
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