Permessi per stranieri, foto d'archivio (Ti press)

Alta vigilanza sul CdS, le reazioni

Ppd e Plr: "Preoccupante quanto emerso a Falò sui permessi per stranieri" - Gobbi replica: "I servizi si sono già adeguati a quanto indicato dai tribunali"

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PPD e PLR hanno espresso preoccupazione per quanto emerso durante la trasmissione Falò, dove è stata evidenziata un’applicazione molto restrittiva della legge sulla migrazione, con un aumento negli ultimi anni delle decisioni negative, ma anche delle bocciature di queste decisioni da parte del Tribunale amministrativo; l'inchiesta di Falò ha spinto il Partito socialista a chiedere l'istituzione dell'Alta vigilanza del Parlamento per fare chiarezza sull'operato dell'Ufficio migrazione.

"Chiaramente siamo anche noi molto preoccupati dalle recenti affermazioni. Già un anno fa avevamo sollevato la questione con una mozione, quindi il tema non è nuovo. È chiaro che è preoccupante che il Tribunale cantonale amministrativo abbia dovuto più volte segnalare queste problematiche. Da una parte è giusto fare verifiche dove necessario, ma da quanto emerso sembra una prassi un po' discutibile. Per quello che riguarda la richiesta, sicuramente l'analizzeremo e chiederemo approfondimenti", ha dichiarato la capogruppo del PLR, Alessandra Gianella.

"Quella del PS, come ogni richiesta, per di più proveniente da un partito di Governo, verrà esaminata nella nostra riunione di gruppo", ha dichiarato il capogruppo PPD, Maurizio Agustoni. "Detto questo non sta comunque al Gran Consiglio verificare nello specifico le singole decisioni o rimettere in discussione le singole decisioni, quindi bisogna capire quale sarebbe la reale portata dell'attivazione di un'alta vigilanza su questo tema, che comunque è importante e va seguito".

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, aveva affermato durante la trasmissione di non amare l'attuale Legge sul rilascio dei permessi e di volerla quindi applicare nel modo più restrittivo possibile, sia per quanto riguarda il peso dei precedenti penali, sia per le presunte residenze fittizie. Il PS ritiene che l'Ufficio migrazione non rispetti la giurisprudenza in materia di criteri per il rifiuto di un permesso per stranieri. Il co-presidente del PS, Fabrizio Sirica, precisa: "Il Consiglio di Stato, purtroppo, ha già dimostrato su questo dossier di non dare indicazioni e risposte precise, mi riferisco a una frase, che io ritengo grave, da parte del capo dipartimento; Norman Gobbi ha detto di non aver dato seguito alle indicazioni del tribunale per precisa scelta politica. Quindi non è possibile attendersi approfondimenti in questo senso dal Consiglio di Stato, ma deve essere il Parlamento a supervisionare, attraverso l'alta vigilanza, sull'Esecutivo".

Non si tratta di valutare il lavoro dell'Ufficio migrazione caso per caso - aggiunge Sirica - ma di capire se la prassi adottata rientri nel margine di manovra politico del Dipartimento delle istituzioni, oppure se vi sia una violazione della legge. A porre un problema è anche l'operato della prima istanza di ricorso, ovvero l’ufficio ricorsi del Consiglio di Stato che - ricorda il PS - viene “bacchettato” dal Tribunale amministrativo cantonale perché “non si adegua alla giurisprudenza”.

Ora l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio trasmetterà la richiesta del PS alla Commissione gestione e delle finanze del parlamento - competente per l'Alta vigilanza - che dovrà decidere se procedere.

Il gruppo parlamentare della Lega - hanno fatto sapere i suoi rappresentanti - sostiene l'applicazione forte e restrittiva attuata dal proprio consigliere di Stato in materia di rilascio di permessi agli stranieri. Sulla richiesta del PS i deputati leghisti si esprimeranno nelle prossime settimane. Dal canto suo il consigliere di Stato Norman Gobbi si dice preoccupato. "Diciamo che sono preoccupato del fatto che si creda che l'ufficio immigrazione e il servizio dei ricorsi al Consiglio di Stato avessero preso decisioni illegali, proprio perché di decisioni illegali non ce ne sono state", ha dichiarato Norman Gobbi. "L'ufficio giuridico e l'ufficio della migrazione hanno già proposto, diversi mesi fa, di adeguare la prassi in materia di reati, quindi di sicurezza pubblica, a quanto dettato in diverse decisioni da parte del Tribunale amministrativo". "Nell'ambito delle residenze fittizie dobbiamo dar seguito anche a quanto indicato da alcuni Tribunali quando ci hanno cassato determinate decisioni proprio perché i controlli magari sono stati troppo pochi o in un periodo troppo breve". 

In sostanza Gobbi precisa come i suoi servizi si siano già adeguati a quanto indicato dai tribunali. In conclusione, ricordiamo che la questione approderà comunque in Parlamento, visto che il Governo dovrà rispondere a due atti parlamentari di PS e Movimento per il socialismo.

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di Alessandra Maffioli e Simona Bellobuono

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Il Quotidiano di lunedì 07.09.2020

 
A. Pfaendler/M. Ang.
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