Preoccupazione fra i dipendenti (rsi)

Amianto, "fatevi avanti"

Incontro fra la commissione del personale delle Officine di Bellinzona e i sindacati: "Necessario sapere quanti sono stati esposti al minerale"

Fare chiarezza sulle recenti dichiarazioni della SUVA e capire come dar sostegno alle famiglie di chi già è stato vittima delle lavorazioni dell'amianto. È quanto è emerso venerdì mattina nel corso di un incontro tra la commissione del personale delle Officine di Bellinzona e i sindacati.

Chi è stato esposto al minerale si faccia quindi avanti: sapere quanti dipendenti, di oggi o già in pensione sono a rischio è il primo passo - dicono dalle Officine - per portare avanti rivendicazioni concrete.

Venerdì la SUVA aveva parlato di una quarantina di persone. In questi giorni però – ha dichiarato alla RSI Ivan Cozzaglio, che è il presidente della commissione del personale - altri si stanno facendo avanti.

Premesso che i primi decessi risalgono a diversi anni fa, perché agire solo oggi? "Se avessimo avuto delle segnalazioni concrete saremmo sicuramente intervenuti", risponde alla RSI Pascal Fiscalini, del Sindacato del personale dei trasporti. "Siamo venuti a conoscenza del tutto a seguito delle dichiarazioni di settimana scorsa".

È proprio da qui che si vuole ripartire. "Stiamo organizzando un’assemblea con tutte le persone interessate”, aggiunge Matteo Pronzini di UNIA. Non è mai venuto in mente a nessuno di fare una denuncia in Procura? “Valuteremo nelle prossime settimane anche come intervenire su questo aspetto", conclude il sindacalista.

Su questo aspetto la RSI ha sentito Massimo Aliotta, vicepresidente dell'Associazione svizzera delle vittime dell'asbesto e parenti. Sollecitato a margine delle verifiche avviate dal Ministero pubblico, ritiene improbabile che possano sfociare in un'attribuzione di responsabilità.

CSI/SP
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