Il rapporto della CPI era di 121 pagine (Ti-Press)

Argo 1, la risposta del Governo

Il Consiglio di Stato ticinese reagisce in cinque pagine al rapporto della Commissione parlamentare d'inchiesta

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"Complimenti per l'ottimo lavoro di analisi e la chiara esposizione", con l'auspicio che il rapporto della Commissione parlamentare d'inchiesta e la sua discussione in Gran Consiglio possano permettere di scrivere la parola fine alla vicenda Argo 1.

 

Finisce così la risposta datata 4 febbraio del Governo ticinese alla richiesta di osservazioni della CPI. Cinque pagine a commento di un rapporto di 121 le cui conclusioni erano state anticipate sul Caffè a metà gennaio fa. Con una premessa che suona come un refrain: “i funzionari cantonali (...) hanno agito in una situazione di emergenza, sempre in buona fede e nell'ottica di garantire l'operatività del servizio con un uso parsimonioso delle risorse finanziarie.”

Una risposta asciutta in cui il Consiglio di Stato risponde punto su punto spiegando cosa è stato fatto. Un vero e proprio elenco dalla riorganizzazione e potenziamento dell'USSI - Ufficio sostegno sociale e inserimento - agli accordi con la Croce rossa sino al riesame interdipartimentale della gestione dei richiedenti l'asilo e alla creazione dello Stato maggiore cantonale della migrazione.

Il Governo ammette che dopo la perizia affidata a Marco Bertoli non si giunse a spiegare il motivo o i motivi della scelta di Algo 1 in sostituzione della Rainbow per gestire i centro per richiedenti l'asilo di Camorino.

Nuove rivelazioni Argo 1

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Il Quotidiano di martedì 05.02.2019

Ma altrettanto chiaramente il Governo respinge le critiche della CPI: non è vero che è venuto meno al suo ruolo, non è vero che si è affrontato l’urgenza a dipartimenti stagni, poiché - ancora una volta - bisogna “considerare la situazione puntuale d'emergenza dettata dall'improvviso aumento dei migranti e dalla mancanza di strutture idonee per ospitarli" e “ciò non può portare la CPI a concludere che l'«Esecutivo continua a privilegiare una sorta di rinuncia alle responsabilità, lasciando ai singoli Dipartimenti il compito di risolvere problemi anche complessi».

Domani verrà pubblicato il rapporto finale sul “settore sicurezza”, assieme all'ordine del giorno della prossima seduta di Parlamento, quella che inizia il 18 di febbraio, chissà se sarà davvero l’ultimo capitolo della vicenda Argo 1 a quasi due anni dall’arresto del titolare dell’agenzia di sicurezza che fece scoppiare il caso.

m.h./Quot/CSI
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