L'episodio risale a martedì (rescue media)

Barboi, responsabile identificato

A provocare l’inquinamento del riale ad Agno è stato il dipendente di un’impresa edile. L’uomo, indagato, sostiene di averlo fatto inavvertitamente.

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La polizia ha identificato il responsabile dell’inquinamento scoperto martedì mattina ad Agno, nel riale Barboi. Si tratta del dipendente di un’impresa edile, che ha il magazzino a Bioggio. Agli inquirenti ha dichiarato di aver rotto inavvertitamente il bidone che conteneva la sostanza inquinante, mentre stava scaricando un camion. Secondo l’operaio, difeso da Massimiliano Parli, sarebbe stato dunque un atto involontario. Versione però tutta da verificare.

Il cittadino italiano è stato rilasciato dopo il verbale. Resta comunque indagato. Nei suoi confronti il procuratore pubblico Roberto Ruggeri ipotizza i reati di infrazione alla legge federale sulla protezione delle acque, infrazione alla legge federale sull’imposizione degli oli minerali e inquinamento di acque potabili.

La sostanza – ha precisato mercoledì il Dipartimento del territorio – è nafta. Passando da un tombino, alcune decine di litri sono entrate nelle canalizzazioni dell’acqua piovana per riversarsi infine nel fiumiciattolo.

L’allarme, scattato tempestivamente, ha permesso di limitare le conseguenze. Non si sono registrate morìe di pesci e anche le ricognizioni effettuate venerdì mattina hanno escluso la presenza di altre chiazze in superficie. Lunedì – spiegano i pompieri di Lugano – verrà quindi smontato il dispositivo messo in atto.

 
Francesco Lepori
Condividi