Il traffico di cocaina smantellato dagli inquirenti non si ferma al sequestro di 40 chili effettuato in dicembre nell’area di sosta di Capolago. Un mese prima – ha appreso la RSI – la coppia arrestata a bordo dell’Audi aveva infatti già compiuto un trasporto di altri tre chilogrammi; sempre destinati alla stessa persona, un bosniaco residente nella zona di San Gallo.
Inizialmente il conducente (un 53enne serbo) aveva ammesso la trasferta, spiegando però che si era trattato solo di un giro di ricognizione. Ma le immagini recuperate nel suo telefonino lo hanno incastrato, obbligandolo infine a riconoscere i fatti. Fatti che la donna (coetanea, di nazionalità italiana) continua invece a negare. Sostiene cioè di essere sempre rimasta all’oscuro della presenza della coca nella vettura.
L’arresto dei due, partiti dal Veneto, è avvenuto grazie all’auto, che in precedenza era stata utilizzata per commettere dei furti oltre Gottardo. La mattina del 13 dicembre, come ha varcato il confine è scattato l’allarme. Poco dopo Mendrisio gli agenti hanno bloccato l’Audi A4, all’interno della quale (nascosta nella parte posteriore) c’era la droga: 40 chili lordi, confezionati in 35 panetti.
Al maxi-sequestro – come detto – si è ora aggiunto quello che, con ogni probabilità, ha funto da viaggio di prova. E le sorprese potrebbero non essere finite. Altri punti restano in sospeso, e altre pedine mancano all’appello: dal fornitore della cocaina (un serbo, ha dichiarato il corriere) all’uomo attivo nel canton San Gallo. Le indagini, coordinate dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, proseguono a ritmo serrato.
Quotidiano del 20.01.2026








