Batterie, "non c'è rischio zero"

Tesla in fiamme sull’A2, parla il ricercatore dell'EMPA Ruben-Simon Kühnel: è maggiore il pericolo di incendi nei veicoli a combustione

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L’automobile distrutta dalle fiamme sull’autostrada A2 giovedì scorso, provocando la morte di un uomo, era una vettura elettrica Tesla: l’incidente ha attirato l’attenzione dell’EMPA, il laboratorio federale per la prova dei materiali, soprattutto per quanto riguarda l’urto subito dalle batterie agli ioni di litio, che verosimilmente ha causato un fenomeno di rapido aumento della temperatura, conosciuto con il nome di thermal runaway.

“L'urto scatena in queste batterie una reazione che provoca un rapido e inarrestabile aumento della temperatura. In condizioni normali il surriscaldamento è tenuto sotto controllo da sistemi di sicurezza, ma in condizioni estreme o in presenza di gravi difetti di fabbricazione può crearsi un effetto a catena che può portare all’incendio della batteria e alla distruzione della vettura”, spiega ai nostri microfoni Ruben-Simon Kühnel, ricercatore dell’EMPA e esperto in batterie.

Dagli studi internazionali effettuati finora il problema principale risiederebbe in difetti di fabbricazione. La tecnologia delle batterie agli ioni di litio è tutto sommato piuttosto sicura, afferma Kühnel: una tecnologia utilizzata in miliardi di apparecchi, come telefonini o tablet.

"Il rischio incendi è comunque più alto nei veicoli a combustione" Ruben-Simon Kühnel, ricercatore EMPA

“Considerata la quantità si può dire che gli incidenti sono piuttosto rari – aggiunge il ricercatore -. Ma ci sono: la questione sicurezza non è del tutto risolta e su questa lavoriamo all'EMPA, cercando alternative più sicure”.

Ruben-Simon Kühnel tiene però a precisare: “L'esperienza finora maturata permette di dire che il rischio di incendio è più basso tra le automobili elettriche che tra quelle a combustione”.

RG-MF/ludoC

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