L'operazione era stata stroncata dai carabinieri di Messina
L'operazione era stata stroncata dai carabinieri di Messina (keystone)

Bimbo venduto, 16 rinvii

La Giustizia italiana ha emesso e confermato quasi una ventina di atti per la presunta compravendita di un bimbo romeno

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La giudice dell'udienza preliminare (GUP) di Messina (Sicilia) Tiziana Leanza ha disposto 16 rinvii a giudizio per la presunta “compravendita” di un bambino romeno da parte di una coppia di Castell'Umberto (paese della Provincia messinese) ma residente a Lugano. L'inizio del processo è stato fissato per il 28 settembre.

Falsa attestazione a pubblico ufficiale sull'identità, falsità materiale e tentata estorsione le accuse contestate a vario titolo. Una storia drammatica e molto complessa emersa circa un anno fa con un'indagine condotta dai carabinieri. Al centro della vicenda il desiderio di una coppia, già genitori di una ragazza, di avere un altro figlio. 

La coppia, originaria del Messinese, ma residente in Ticino, per appagare il desiderio di avere un altro bimbo, fin dal 2008, si sarebbe rivolta a una serie di intermediari. In un primo momento il bambino era stato cercato a Messina, ma poi era tutto sfumato. In seguito c'era stato un contatto con la Romania che aveva portato fino alla famiglia, tramite contatti per lo meno nebulosi, un bambino di otto anni. Il viaggio verso Castell'Umberto era stato interrotto a Messina dall'intervento dei carabinieri.

ATS/ANSA/Swing

Dal Quotidiano:

Rinvii a giudizio

Rinvii a giudizio

Il Quotidiano di mercoledì 30.03.2016

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