"C'è ancora molto lavoro da fare"

Così Vincent Ducrot, nuovo direttore generale FFS, in merito a cantieri, investimenti e impieghi che l'ex regia prevede a sud delle Alpi

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Vincent Ducrot, il nuovo direttore generale delle FFS, è giunto in Ticino per “toccare con mano” la situazione dell’ex regia a sud delle Alpi. Le FFS, ha rimarcato, lavorano sodo e molto “sullo sviluppo e sul ritorno ai nostri valori” cardine, come “i treni puntuali, una buona offerta, un sistema stabile e in generale la qualità”.

In margine al suo incontro di ieri, lunedì, con il Consiglio di Stato ticinese, Ducrot ha spiegato alla RSI che le FFS intendono garantire il fattore qualità pure alla luce dei notevoli investimenti, 1,5 miliardi di franchi, riservati al Ticino nell’ultimo quinquennio, e rivelatisi utili per nuove stazioni, materiale rotabile aggiornato e per offrire infrastrutture migliorate.

I cantieri ancora aperti oltre al Monte Ceneri, come a Chiasso e appena oltre il confine, provocano disagi e lamentele dell’utenza. “C’è ancora molto lavoro da fare”, ha detto il dirigente romando, che ha ricordato come i lavori “tra Como e Milano” non consentano ai convogli “di circolare ancora con la fluidità necessaria”.

Parlando d’infrastrutture, Vincent Ducrot pone l’accento sulla volontà di migliorare la connessione tra mobilità privata e pubblica, considerato che le FFS sono “anche un facilitatore” per trasporto pubblico su gomma, autonoleggi e biciclette pubbliche. Secondo il direttore generale, “se rispetto a oggi saremo capaci di migliorare l’accesso alle stazioni, avremo più persone che useranno i nostri treni”, a tutto vantaggio della viabilità (e non solo).

Infine, il nuovo DG delle Ferrovie Federali Svizzere ha confermato che “il lavoro ci sarà” per le nuove Officine, che dovrebbero essere operative dal 2026. “Ci siamo impiegati per creare 200-230 posti di lavoro in Ticino e io confermo queste cifre”.

 
Quot/Red.MM
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