Tra il 2013 e il 2014 il trasporto di inerti oltre confine è aumentato del 600%
Tra il 2013 e il 2014 il trasporto di inerti oltre confine è aumentato del 600%

Cave, province preoccupate

L'accordo transfrontaliero sugli inerti al centro di un incontro alla sede della regio insubrica

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Materiale da scavo edile per riempire le cave, in cambio di sabbia e ghiaia per l'edilizia ticinese. L'accordo transfrontaliero sugli inerti dello scorso marzo tra Regione Lombardia e Canton Ticino preoccupa le province lombarde di confine. Lunedì alla sede della regio insubrica, a Mezzana, si è tenuto un incontro per meglio informare gli amministratori locali che temono un transito elevato di mezzi pesanti.

A dire il vero l'accordo non implementa quanto il libero mercato ha già sviluppato da solo, ma vuole solo controllarlo. Le cifre parlano da sole tra il 2013 e il 2014 il trasporto di inerti oltre confine è aumentato del 600%. Per il cantone un'importante valvola di sfogo in attesa di nuove discariche.

"L'obbiettivo è di arrivare a duecentomila tonnellate, un quantitativo che equivale a una piccola discarica", spiega il caposezione protezione aria acqua e suolo, Giovanni Bernasconi. "Uno degli obiettivi di questo accordo è di razionalizzare e facilitare i trasporti". Inoltre i carichi per la svizzera di sabbia e ghiaia potrebbero caricare al ritorno gli inerti, evitando viaggi a vuoto.

Trasparenza e coinvolgimento nella gestione del controllo non fugano però tutti i dubbi, secondo il presidente della provincia di Varese Gunnar Vincenzi, che afferma di avere già cave sature e si chiede dove andrà il materiale. All'erta anche nella provicia di Como: la sua presidente Maria Rita Livio vuole sapere quello che arriva, quanto arriva e lungo quali strade arriva. Messaggio chiaro al Pirellone: province da coinvolgere e da tenere informate.

CSI/Red. MM/M.Ang.

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