Ticino e Grigioni

Calanca, agli anziani servono più luoghi d’incontro

Il rapporto intermedio del Progetto Anzianità in Valle Calanca ha fatto luce sulla mancanza di servizi per i cittadini della terza età, per ovviare all’esclusione sociale di una porzione sempre crescente della popolazione

  • Un'ora fa
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Valle Calanca: uno studio contro l’isolamento

Il Quotidiano 17.01.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Michele Realini/Tieffe 

Come si può risolvere la crescente solitudine della popolazione anziana? Soprattutto nelle regioni periferiche, la mancanza di servizi, di luoghi di incontro e di momenti di aggregazione aumenta sempre di più l’esclusione sociale dei cittadini della terza età. Uno studio del Laboratorio di ingegneria dello sviluppo Schürch (LISS) ha fatto luce sulle principali problematiche della Val Calanca, suggerendo ai Comuni alcuni interventi per migliorare la vita quotidiana degli anziani.

Dal rapporto intermedio del Progetto Anzianità in Valle Calanca, presentato venerdì sera ad Arvigo dal LISS, in collaborazione con i cinque Comuni della valle, è emerso che il 37% della popolazione è anziana. A questa porzione - in costante aumento - mancano però luoghi di aggregazione, e tanti servizi sono diminuiti negli anni.

A scarseggiare sono soprattutto “luoghi d’incontro, quindi ristoranti e caffè, negozi di prima necessità e trasporti”, ha spiegato Dieter Schürch, direttore del LISS, alle telecamere del Quotidiano. “Diventa sempre più difficile, in certi orari, raggiungere il proprio domicilio. Anche le infrastrutture vengono meno, soprattutto per persone in età che hanno difficoltà a spostarsi”.

Con una decina di raccomandazioni ai Comuni, il rapporto suggerisce anche lo sviluppo di progetti locali e un migliore accesso alle tecnologie, anche con volontari che le insegnino alle persone anziane.

Per i promotori dello studio è stato importante venire a contatto con chi in valle ha proposte o idee da realizzare. “Ci sono molti anziani che sanno fare ancora tante cose”, ha raccontato al Quotidiano Dorothea Rigonalli, sindaca del Comune di Calanca. “È importante individuarli e andare da chi ha fatto un mestiere che può essere utile agli altri, così che si possano sentire importanti e utili”.

Toccherà ora a Comuni e associazioni dare una risposta agli input della ricerca. Le reazioni sono attese nelle prossime settimane.  

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