Il direttore del DI Gobbi (RSI/Tipress)

"Da condannare. E perseguire"

Norman Gobbi duro sul caso della recluta ticinese maltrattata e umiliata: "Le istituzioni non possono rimanere ferme"

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"Questi episodi sono marginali, ma devono essere formalmente condannati: pubblicamente e politicamente. E devono anche essere perseguiti penalmente, come sta facendo la giustizia militare in questo caso".

E' con queste parole che il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi commenta il caso venuto alla luce martedì, della recluta ticinese maltrattata e umiliata, che secondo il ministro, oltre ad essere inaccettabile, danneggia l'immagine dell'esercito: "Le istituzioni non possono rimanere ferme di fronte a questi errori, che gettano discredito sul nostro esercito di milizia”. “D'altro canto - aggiunge Gobbi - l'esercito è composto da esseri umani, che possono sbagliare".

"Ho incontrato il papà delle recluta, per portare la vicinanza delle istituzioni. Che è qualcosa di superiore rispetto al quadro di milizia che si è comportato in maniera disdicevole e riprovevole nei confronti di questa giovane recluta ticinese", conclude.

E anche la sezione svizzero-italiana dell'Associazione degli ufficiali delle Forze Aeree si sta muovendo attraverso canali ufficiali militari per difendere l'integrità dei militi ticinesi. L'associazione condanna l'episodio, aggiungendo che nessuno degli affliati ha mai assistito a fatti di tale gravità.

CSI/redMM

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