Una postazione per il bikesharing a Lugano in un'immagine d'archivio (ti-press)

E-bike "solo per poche ditte"

I nuovi parametri per ottenere i contributi cantonali, secondo i Verdi, escludono il 90% delle aziende ticinesi

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Il cantone finanzia l'acquisto di biciclette da parte delle aziende... ma non a tutte. Sta creando infatti malcontento la recente modifica del decreto esecutivo sulla concessione di contributi per la mobilità aziendale, che introduce il tetto d'accesso al finanziamento cantonale per bici e e-bike a ditte che hanno più di 10 dipendenti.

Per i Verdi, che ne hanno fatto oggetto di un'interrogazione al Governo, questo nuovo parametro escluderebbe dai contributi finanziari il 90% delle aziende ticinesi.

I criteri di gestione del fondo di due milioni di franchi, secondo il decreto legislativo, sono facoltà del Consiglio di Stato, che ha apportato questa modifica il 24 aprile di quest'anno. Per capire le motivazioni bisognerà attendere la risposta all'interrogazione dei Verdi, ma si può ipotizzare che ci sia il sospetto che alcune delle bici siano state prese più per utilizzo privato che per utilizzo aziendale, cosa che non rispetta lo scopo del fondo, pensato soprattutto per diminuire il traffico veicolare e dei frontalieri.

Tre quarti del fondo sono ormai esauriti, e un'importante fetta è andata a finanziare inaspettatamente le e-bike. Quando e se dovesse essere costituito un altro fondo per la mobilità aziendale, che eventualmente comprenda ancore le e-bike, probabilmente sarà necessario stabilire più precisamente il loro utilizzo e il tipo di due ruote finanziabili.

Nell'audio in testa all'articolo: la testimonianza di Mirko Giorgi, uno degli ultimi proprietari di ditta individuale che è riuscito ha ottenere il finanziamento di un'e-bike.

CSI/Bleff
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