Karin Valenzano
Karin Valenzano (tipress)

Ex Macello, Valenzano in procura

La municipale di Lugano sentita nuovamente riguardo alla decisione di abbattere l'edificio nella notte fra il 29 e il 30 maggio

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La municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi è stata sentita nuovamente questo mercoledì mattina in procura nel caso della demolizione dell'ex Macello. L'interrogatorio è durato circa due ore e mezzo, e ha visto presente anche il legale degli autogestiti Costantino Castelli che aveva fatto ripartire l'inchiesta dopo l'abbandono del procedimento già prospettato dal procuratore generale Andrea Pagani.

Al termine dell'audizione, Castelli -da noi raggiunto- ci ha confermato di aver sottoposto (in presenza del PG) alla municipale luganese tutta una serie di quesiti per chiarire lo svolgimento dei fatti e soprattutto il processo decisionale di quella notte. Chiarimenti che però - secondo la posizione espressaci dal legale - non è riuscito ad ottenere dalla municipale, la quale avrebbe più volte risposto facendo riferimento a quanto già dichiarato a verbale agli inquirenti in precedenza.

Stando al suo patrocinatore Elio Brunetti, tutte le domande di Castelli "si riferivano a fatti già chiariti" nelle due precedenti audizioni "ad eccezione di un paio di domande su fatti non noti o non di competenza" della responsabile del Dicastero sicurezza e spazi urbani. Pagani non ha posto nuovi quesiti.

Valenzano Rossi di nuovo in Procura

Valenzano Rossi di nuovo in Procura

Il Quotidiano di venerdì 26.11.2021

 

Alla nuova audizione si è arrivati - ricordiamo - dopo che la scorsa settimana il PG aveva parzialmente accolto la richiesta di supplemento di indagini per accertare eventuali responsabilità penali per la demolizione - avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 maggio - della sede del Centro sociale autogestito il Molino. Si attende ora una decisione da parte del procuratore generale su come proseguire, ricordando che però la scorsa settimana (quindi prima dell'audizione) erano trapelate informazioni secondo cui si prospetterebbe nuovamente un decreto di abbandono.

Romina Lara/pon
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