“Anche nei Grigioni, come nel resto della Svizzera, la situazione carceraria è molto tesa”. Con queste parole, il capo dell’Ufficio per l’esecuzione giudiziaria Mathias Fässler conferma la fondatezza dell’allarme lanciato dalla Procura retica. A dar voce alle preoccupazioni del Ministero pubblico era stato Grigioni sera della RSI il 23 gennaio.
Adesso, chi sovrintende alla gestione del sistema carcerario grigionese ci illustra la portata del problema sulla scorta di fatti e cifre. “Entrambi i penitenziari cantonali, ossia la sezione chiusa di Cazis Tignez e quella aperta di Realta, presentano alti tassi di occupazione”, fa sapere Fässler. “Al momento risulta assegnato il 95% dei 150 posti di Tignez”, dice Fässler. E anche il vicino carcere di Realta prosegue Fässler, pur con qualche oscillazione in più, è vicinissimo al tutto esaurito delle 100 celle su un totale di 118 destinate al regime ordinario di espiazione delle pene, più di 90 sono occupate.
Tornando a Tignez, è da rimarcare che nel reparto maschile destinato alla carcerazione preventiva, quindi agli imputati in attesa di giudizio, nessuno dei 9 posti disponibili è libero. Vi è allora da chiedersi se questa struttura, inaugurata solo sei anni fa, non sia stata concepita con una capacità troppo ridotta. Per rispondere bisogna però considerare qual era la situazione di partenza. Secondo il capo dell’ufficio per l’esecuzione giudiziaria, nel carcere Sennhof a Coira, dismesso e sostituito da quello di Cazis Tignez, i posti per i detenuti erano appena 50 e 4 erano riservati alla carcerazione preventiva, quindi vi è stato un netto incremento della capacità.
Chiaramente i piani per il penitenziario varato nel 2020 sono stati allestiti più di dieci anni prima della sua realizzazione. In poco tempo la situazione carceraria può mutare drasticamente ed è proprio quanto accaduto nei Grigioni. Oggi, constata Mathias Fässler non avremmo problemi ad occupare 20 o 30 posti in più, ma magari tra 2 o 3 anni potrebbero rivelarsi inutili.
Certo è che da metà 2024 il numero di reclusi è in costante crescita, soprattutto di quelli in provenienza dai cantoni firmatari, assieme ai Grigioni, del Concordato della Svizzera Orientale per l’esecuzione delle pene. Basti dire che circa il 40% delle persone oggi rinchiuse nelle carceri retiche è stato condannato dalle autorità giudiziarie del Canton Zurigo, mentre altri provengono da San Gallo, dai restanti cantoni della Svizzera orientale ma anche da quella centrale, come ad esempio Lucerna. Sono dunque la minoranza a Cazis i detenuti che hanno commesso reati nei Grigioni, così come lo sono quelli di nazionalità svizzera. Il 20% per la precisione. Il restante 80% di chi sconta la propria pena nella sezione chiusa di Tignez è straniero. Al di là della provenienza dei reclusi, sono le condizioni carcerarie a creare grattacapi. L’elevato tasso di occupazione delle strutture di Cazis, osserva l’avvocato Fässler crea difficoltà sistemiche ai collaboratori dei penitenziari e, non da ultimo, ai progetti di risocializzazione dei detenuti.
E allora l’Ufficio per l’esecuzione giudiziaria è alla ricerca di soluzioni assieme alla Procura, in particolare per aumentare la disponibilità di posti per la detenzione preventiva. Ci vorrà in ogni caso del tempo e se mai dovessero essere realizzati nuovi spazi, questo avverrà nell’area dei penitenziari cantonali, conclude Mathias Fässler .







