(© Ti-Press / Alessandro Crinari)

Ex macello, l’aula si scalda

“No comment” del Consiglio di Stato sui fatti del 29 maggio, e i deputati scelgono, tra alcune polemiche, di non discuterne

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Poche risposte, ma una certa tensione in aula. La questione dell'ex macello di Lugano è approdata in Gran Consiglio nella seduta di oggi, mercoledì, attraverso alcuni atti parlamentari, e nonostante la mancanza di una discussione generale, i toni si sono accesi durante alcune prese di posizione.

“Su una serie di domande, noi non possiamo per il momento dare delle risposte perché si tratta di fatti al vaglio della magistratura”, ha dichiarato il presidente del Governo, Manuele Bertoli, rispondendo a un’interpellanza presentata da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per Più Donne intitolata “Si è pensato all’amianto e a altre sostanze nocive?”.

Su quanto accaduto la notte del 29 maggio, il Consiglio di Stato ha dunque deciso di non esprimersi in virtù dell’inchiesta penale in corso. “Commentare da un punto di vista politico potrebbe influenzare la magistratura che sta operando”, ha affermato il capo del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, rispondendo a sua volta a un’interpellanza presentata da Simona Arigoni Zürcher per MPS-POP-Indipendenti e cofirmata da Angelica Lepori Sergi e Matteo Pronzini. Gobbi ha anche ribadito “l’autonomia” dell’azione della polizia cantonale, coinvolta nella demolizione parziale dello stabile.

A surriscaldare l’atmosfera, poi, è stata la richiesta di Pronzini di avviare una discussione generale sul tema, dopo il ritiro della mozione del PLR Fabio Schnellmann. Richiesta che è stata respinta dal plenum con 52 voti contrari, 22 favorevoli e 1 astenuto.

A favore della discussione c’erano Più Donne (“il bavaglio alla stampa e all’opinione pubblica non hanno mai portato a nulla di buono”, ha detto Tamara Merlo), i Verdi (“trincerarsi dietro la questione dell’inchiesta è una posizione un po’ comoda”, ha osservato Nicola Schoenenberger”), e il PS (“abbiamo comunque un problema politico da affrontare che è il destino dell’autogestione”, ha ricordato Nicola Corti”). In ordine sparso, l’UDC, con Tiziano Galeazzi favorevole e Lara Filippini e Edo Pellegrini contrari.

Tra coloro che si sono schierati per il no alla discussione, anche la Lega (“qui si vuole fare un processo in piazza senza avere gli elementi”, ha dichiarato Sabrina Aldi), il PLR (“questo non è il luogo per le opinioni personali, la discussione sarebbe basata sul nulla”, ha detto Giovanna Viscardi) e il PPD (“Non sarebbe la prima volta che discutiamo su un tema ‘sub iudice’, ma in questo caso la richiesta non è pertinente”, ha aggiunto Maurizio Agustoni).

Sul tema dell’autogestione e del dialogo con le autorità, infine, il presidente del Consiglio di Stato, ha dichiarato che il Governo è disponibile a cercare un mediatore, ma a condizione che si creino gli elementi preliminari perché ciò accada. Non si piantano le piante nel deserto”.

eb

 
Condividi