Dal primo maggio entrerà in vigore a livello nazionale il 142, numero unico per le persone vittime di violenza, che sarà disponibile 24 ore su 24. Il Canton Ticino ha presentato il servizio lunedì in lingua italiana.
Il percorso per la concretizzazione di questo servizio è arrivato otto anni dopo la firma della Convenzione di Istanbul, che lo prevede per i Paesi firmatari. Questo tipo di assistenza sarà garantito “negli orari d’ufficio dal servizio LAV (Servizio per l’aiuto alle vittime di reati)”, spiega Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino.
“Al di fuori degli orari d’ufficio e nei giorni festivi”, continua De Rosa, del progetto si occuperanno del servizio la “Federazione cantonale ticinese del servizio ambulanze. E, dall’altra parte del telefono, risponderà personale molto qualificato e ben formato”. Questi accoglieranno, ascolteranno e indirizzeranno non solo le vittime di violenza, ma anche “le persone amiche che cercano una via di ascolto e di accoglienza”.
Il 142 non sarà disponibile solo per i ticinesi, ma anche per tutte le persone della Svizzera italiana, grazie a un accordo di collaborazione richiesto dai Grigioni per i suoi cittadini italofoni. Durante la conferenza stampa - aperta da Raffaele De Rosa ricordando i due femminicidi appena avvenuti in Ticino – è stato inoltre ricordato che il 142 non è un numero di emergenza e che, in caso di necessità immediata, è importante rivolgersi sempre ai numeri d’urgenza di ambulanza e polizia.






