Via Aeroporto a Agno, nel tratto dove è stato ritrovato il 22.enne ferito. (RSI)

Fatti di Agno, in manette il padre del 22enne

Si precisano i contorni della sparatoria di domenica mattina - La testimonianza: "Il ragazzo gridava 'Mi hanno sparato', poi è arrivato un uomo su uno scooter e c'è stato un diverbio"

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Un giovane che grida "Mi hanno sparato" chiedendo aiuto, un'auto che si ferma, guidata da una donna, che lo carica e cerca di portarlo via, un testimone che avvisa la polizia e infine un uomo che arriva con lo scooter e ha un diverbio col ragazzo, vistosamente ferito in modo grave. Ecco il racconto di un testimone oculare, Rinaldo Caimi, una ex guardia di confine che vive in via Aeroporto ad Agno e domenica mattina ha dato l'allarme e ci ha raccontato quanto ha visto e sentito.

Il giovane, dice il testimone "aveva la canottiera insanguinata sulla parte sinistra". Il ferito ha cercato di allontanarsi a bordo dell'auto che è sopraggiunta, "ma ho detto loro che bisognava chiamare un'ambulanza. Che non poteva portare via un ferito". Nel mentre si è fermato un uomo a bordo di uno scooter nero. Ha chiamato il ferito per nome, racconta ancora Caimi: "Non far così, non sono stato io - diceva - e poi se n'è andato. Ma ho memorizzato il numero di targa ed ho chiamato la polizia". Parlavano in dialetto ticinese e lo scooterista sosteneva di non essere stato lui: "Vigliacco, sei stato tu" le parole del giovane.

Restano intanto stabili, ma gravi le condizioni del 22enne. Il presunto sparatore, un 49enne arrestato in casa sua nel corso della giornata a Rovio, stando a informazioni da noi raccolte è il padre del ragazzo. Ignoto invece al momento il movente del fatto di sangue per il quale l'uomo è accusato di tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio.

Spari ad Agno, gli aggiornamenti

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TG 12:30 di lunedì 08.08.2022

 
Patrick Stopper/John Robbiani/redMM
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