“Sì” con qualche perplessità e la volontà di rilanciare un nuovo round negoziale su un paio di punti specifici. Nella serata di oggi, giovedì, il comitato cantonale del PS Ticino, riunito in via straordinaria a Lugano, ha sostenuto all’unanimità l’idea di un controprogetto alla sua iniziativa su un salario minimo sociale.
Il compromesso era emerso nelle scorse settimane dopo intense trattative fra i partiti, sfociate in una bozza articolata in 5 punti. Ebbene, il parlamentino socialista ha approvato con convinzione l’innalzamento della forchetta salariale fra 21,75 e 22,25 franchi all’ora e l’introduzione nella legge del primato del salario minimo sui contratti collettivi di lavoro.
Rimane in sospeso il nodo delle possibili deroghe temporanee per CCL già esistenti laddove il cambiamento provocherebbe sensibili perdite di posti di lavoro. Su questo singolo punto il comitato esige un nuovo round negoziale: l’obiettivo è che sui casi di CCL da analizzare ci sia una decisione all’unanimità e non a maggioranza semplice all’interno della commissione tripartita, nella quale sono rappresentati in maniera paritaria sindacati, associazioni padronali e Cantone. Solo dopo queste trattative il PS sarà disposto a ritirare la propria iniziativa.







