Il tetto dello stabile è andato distrutto
Il tetto dello stabile è andato distrutto (KapoGR)

Fiamme probabilmente dolose

A Roveredo distrutto dall'incendio il laboratorio di produzione dei corni delle Alpi

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La polizia scientifica grigionese lunedì ha escluso che l'incendio divampato domenica a Roveredo possa essere stato causato da un guasto elettrico. L'unica eventualità rimanente è pertanto che si sia trattato di un incendio doloso. A confermarlo, ai microfoni della RSI, è il titolare della falegnameria andata distrutta: Bruno Cattaneo, uno dei rarissimi costruttori di corni delle Alpi della Svizzera italiana che ha visto andare in fumo gran parte del lavoro avviato sette anni fa.

"Dispiace molto per i molti sacrifici che abbiamo fatto. Abbiamo perso tutto. Siamo a terra.  A voler ricominciare a ricostruire un corno delle Alpi ci vorrebbero 3-4 mesi solo per preparare tutto e ripartire". Lo scoramento del giovane mesolcinese, il giorno dopo l'incendio che ha causato danni per centinaia di migliaia di franchi, è grande.

Bruno Cattaneo in quello che era il suo laboratorio
Bruno Cattaneo in quello che era il suo laboratorio (RSI)

Ma Bruno Cattaneo non si dà per vinto. E già pensa a come riprendere l'attività che gli ha dato grandi soddisfazioni facendolo conoscere anche al di là del San Bernardino e del San Gottardo. "La cosa principale è lo stabile. Dobbiamo cominciare a trovare un magazzino, un riparo provvisorio, e riattrezzarci da capo. Non è rimasto neanche un martello...".

La solidarietà a livello locale si è subito manifestata e le offerte di aiuto in queste ore non sono mancate. Tant'è che lunedì sera via FB il falegname mesolcinese costruttore di corni delle Alpi ha garantito: "la voglia e la grinta per ricominciare non ci manca...ci rialzeremo...chissà quando ma ci rialzeremo".

Diem/GS

 
Condividi