Giovanni Presta (RSI)

Giovanni Presta, un infermiere non come gli altri

Incontro con l'unico professionista ad avere il titolo in pratica avanzata - Altri si stanno formando in un settore cui sono legate molte attese

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In Ticino è attiva una nuova figura che ha già dato prova di sé nei sistemi sanitari angolosassoni e che sta pian piano prendendo piede anche in Svizzera. Si tratta dell'infermiere di pratica avanzata (IPA o APN dall'inglese Advanced Practice Nurse). Per ora al sud delle Alpi ce n'è uno solo: Giovanni Presta, attivo al centro prostata della Svizzera italiana dell'Ente ospedaliero cantonale. È un infermiere molto particolare. Altri si stanno però formando a livello accademico per raggiungere la certificazione, che permetterà loro di essere più protagonisti nella cura del paziente, con una maggiore autonomia di intervento, ma senza sostituirsi ai medici. Le infermiere e gli infermieri di pratica avanzata dispongono di competenze cliniche, formative, diagnostiche e gestionali che, in alcuni casi, li portano ad assumere la gestione dei pazienti sotto la propria responsabilità. Ciò vale in particolare per le persone affette da malattie croniche, per i quali l'attenzione non è tanto rivolta alle cure mediche, ma a cure infermieristiche altamente specializzate.

 

La diffusione degli infermieri di pratica in Ticino e in tutta la Svizzera sarà stimolata dall'approvazione a livello nazionale dell'iniziativa "Per cure infermieristiche forti" accettata nel novembre dello scorso anno con il 61% di sì. Il testo, tra le altre cose, intende valorizzare il ruolo degli infermieri nella presa a carico dei pazienti ai quali si vuole garantire un approccio olistico (che tenga conto di tutte le sue dimensioni di persona) ed orientato al fattore umano. In un tale approccio al centro c'è sempre il paziente che va ascoltato per coglierne le peculiarità e capirne le esigenze.

Un'umanità che Giovanni Presta dimostra quotidianamente, come testimoniato da Roberto che un paio di mesi fa è stato sottoposto a un intervento per un tumore alla prostata. "La prima volta mi ha guardato negli occhi e questa cosa mi ha fatto capire che il suo intento era importante - sottolinea -. È come se mi fosse entrato dentro per capire la mia necessità. Lo ha fatto subito e non è una cosa comune. Già dopo il primo incontro mi sentivo meglio, curato da un punto di vista psicologico. Per me è stato determinante".

Le evoluzioni attese nel campo sono numerose. In alcune realtà, come al Centro ospedaliero universitario vodese, infermieri con una formazione particolare possono anche già prescrivere agenti terapeutici. Un passo che, almeno per il momento, in Ticino non è possibile, mancando i presupposti legali e un curriculum di studio specifico. Ma, sottolinea Giovanni Presta, "non vogliamo diventare un piccolo medico".

Una maggiore presenza di infermieri di pratica dovrebbe anche permettere di contribuire a ridurre i costi della presa a carico della malattia. Lo sostiene l'Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri come sottolineato dalla responsabile dello sviluppo delle cure Roswitha Koch e ne è convinto lo stesso Giovanni Presta. "Il beneficio che questo paziente (Roberto ndr.) ha avuto nell'essere seguito durante il suo percorso di cura con delle telefonate, magari evitando accessi in ospedale, con i giusti consigli basati sulle evidenze su come evitare problemi concreti, può aver creato una riduzione di costi - spiega -. In questo momento però non riusciamo a dimostrarla, perché non abbiamo un indicatore così chiaro".

Diem/SEIDISERA
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