Ticino e Grigioni

La Lingera esclude il paese?

A una settimana dalla fine del carnevale roveredano, una lettera aperta ha acceso il dibattito sul modello delle festività, giudicato troppo chiuso e poco legato alla comunità

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Secondo la lettera aperta, il modello della Lingera creerebbe "una zona privilegiata e un perimetro dimenticato" - Immagine d'archivio

Secondo la lettera aperta, il modello della Lingera creerebbe "una zona privilegiata e un perimetro dimenticato" - Immagine d'archivio

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Di: Tina Furger 

A una settimana dall’inizio della Lingera, i media mesolcinesi hanno pubblicato una lettera aperta che ha acceso un dibattito sull’ultima edizione del carnevale roveredano.  Nel mirino il modello della festa, giudicato troppo chiuso e poco integrato nel paese, critica respinta però dal Comitato della Lingera, che ha invece rivendicato il suo valore sociale e comunitario.

Le critiche: “Una festa separata dal paese”

Nel loro intervento, riferito esplicitamente all’edizione 2026, i firmatari del Gruppo di Vigilanza Comunale di Roveredo hanno criticato un carnevale trasformato in “villaggio delimitato e filtrato”, sostenuto anche da fondi pubblici ma con benefici concentrati all’interno dell’area recintata. Secondo la presa di posizione, il modello organizzativo avrebbe convogliato persone e consumazioni dentro il perimetro ufficiale, con scarse ricadute economiche per bar, ristoranti e negozi esterni.

Gli autori sostengono inoltre che la scelta di concentrare attività e intrattenimento all’interno dell’area controllata avrebbe creato una distinzione tra il centro della festa e il resto del paese — dove si trovano tutte le attività commerciali —, percepito come marginale. Più che mettere in discussione la tradizione o l’impegno dei volontari, la critica riguarda quindi l’impostazione generale dell’evento: se sostenuto anche da risorse pubbliche, secondo i firmatari, dovrebbe favorire una partecipazione diffusa e benefici economici più estesi sul territorio. Vengono perciò chiesti maggiore trasparenza sui costi complessivi e una valutazione concreta delle ricadute per l’economia locale.

La replica: “un investimento sociale per tutti”

Il Comitato Lingera, in un comunicato firmato dal presidente Simone Giudicetti, ha respinto le accuse, difendendo il proprio operato. L’associazione ha sottolineato di essere senza scopo di lucro e attiva durante tutto l’anno con iniziative sociali: feste per le scuole, maccheronata gratuita, pranzo per anziani, attività nelle case di cura e momenti conviviali per la popolazione. 

Il corteo mascherato, hanno spiegato gli organizzatori, comporta costi di circa 50’000 franchi a fronte di ricavi di circa 8’000 franchi e rappresenta quindi un investimento culturale sostenuto dall’impegno dei volontari. 

Quanto alla recinzione, essa risponderebbe a esigenze di sicurezza e di responsabilità organizzativa, oltre che al contenimento dei disagi per le abitazioni vicine. Il Comitato ha inoltre precisato di dover versare contributi al Comune per permessi e prestazioni, ribadendo la volontà di collaborare con gli esercenti locali.

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Centinaia di biglietti falsi alla Lingera

Il Quotidiano 07.02.2026, 19:00

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