Daniel Kübler e Norman Gobbi
Daniel Kübler e Norman Gobbi (tipress/ipz.uzh.ch)

"Gobbi, chances reali"

Il politologo Daniel Kübler sull'elezione in consiglio federale: "Aeschi non è il favorito. Corsa aperta"

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Per i tre candidati UDC, tutto è possibile. Daniel Kübler, politologo e professore di Scienze politiche all’Università di Zurigo, analizza le chances dei nomi del ticket democentrista - Thomas Aeschi, Guy Parmelin e Norman Gobbi - di essere eletti in consiglio federale al posto di Eveline Widmer-Schlumpf il prossimo 9 di dicembre.

Ticket o colpo di scena?
“Le chances dei tre candidati sono buone e non credo che ci sarà un colpo di scena con un quarto candidato. Sarà eletto uno dei tre candidati ufficiali dell’UDC, ma la corsa è aperta”.

Aeschi è il grande favorito?
“Non si sa. Ha un profilo molto di destra: è un puro UDC. Ma ci sono dei dubbi: sulla sua indipendenza da Christoph Blocher e sulla sua mancanza di esperienza in un esecutivo. Non lo vedo dunque come favorito”.

Romandi e mondo contadino sembrano compatti nel sostenere Parmelin…
“Questa per lui è una buona notizia perché i contadini sono influenti nel parlamento. Inoltre avere un’origine contadina all’interno dell’UDC è una buona base dalla quale partire per diventare consigliere federale. I socialisti ed i liberali romandi però perderebbero il loro seggio in consiglio federale e dunque non è affatto sicuro che siano così convinti di eleggere un altro romando”.

Le quotazioni di Gobbi stanno salendo…
“Non so se stanno salendo, ma penso che le sue chances siano reali. Soprattutto perché un’elezione di Gobbi sarebbe un problema sia per l’UDC che per la Lega: in Ticino ci sarebbero delle forti pressioni per una fusione, che però non andrebbe in porto, e dunque l’UDC si ritroverebbe ancora una volta con un “mezzo” consigliere federale. Inoltre, se si guarda al profilo Smartspider di Gobbi, si vede che è più al centro-sinistra su aspetti come l'AVS o il trasporto pubblico rispetto agli altri due candidati. E quindi credo che Gobbi potrebbe essere un candidato valido anche per la sinistra”.

E’ possibile immaginare uno scenario nel quale i romandi sostengono un ticinese?
“Non vedo una solidarietà latina, perlomeno inizialmente. Ma non escludo che possa subentrare in un secondo tempo, a causa di calcoli strategici di partito”.

Il PPD ed il PLR sono pronti a votare un candidato profilato, sul tema delle finanze, come Aeschi?
“Il PPD non lo so. I liberali invece credo siano pronti: Aeschi è molto a destra sulle finanze e questo potrebbe essere attrattivo per il PLR perché la questione finanziaria sarà molto importante nei prossimi anni. Ci sono dossier importantissimi in cantiere, come quello della tassa sulle imprese, sui quali la linea di Aeschi e quella del PLR sono molto simili”.

E se Gobbi non dovesse farcela, al prossimo giro per il Ticino toccherrebbe a Filippo Lombardi?
“Non si sa ancora se la prossima a ritirarsi sarà Doris Leuthard. Se toccherà al PPD allora non è completamente escluso che sarà candidato Lombardi. Ma un candidato ticinese non ha nessuna chance se non è sostenuto da tutti i partiti ticinesi”.

Joe Pieracci

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