Gucci, “chi ci guadagna? Noi no”

Le testimonianze di chi ha lavorato nei magazzini della LGL in Ticino, dove viene gestita la logistica del marchio della moda

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Ritmi di lavoro frenetici e sotto videosorveglianza, temperature gelide nei magazzini, impossibilità di bere o di usare i servizi igienici durante i turni. Orari e luoghi di lavoro comunicati di giorno in giorno via WhatsApp. Sono alcune delle condizioni riferite da due testimoni, con cui la RSI ha potuto parlare, che hanno recentemente lavorato nei magazzini ticinesi della Luxury Good Logistics (LGL), azienda che fa capo al gruppo del lusso Kering e che gestisce la logistica del brand Gucci.

Da parte sua, LGL replica che tutte le normative sul lavoro sono state rispettate, che da parte dei dipendenti non è stata fatta alcuna segnalazione e che “pertanto siamo confidenti circa un clima di soddisfazione all’interno dell’azienda”.

LGL in Ticino impiega 450 persone, di cui il 90% frontalieri. Più della metà del personale, ovvero 280 dipendenti, non è assunto direttamente, ma tramite agenzia interinale. La paga, per questi ultimi, è di circa 15 franchi netti l'ora.

Le testimonianze, raccolte anche nel video, sono state trasmesse e commentate durante la puntata di Modem.

“Ci dicono di correre, di rispettare i numeri di produzione, di non parlare con le altre persone. Ci dicono ‘fate quello che volete, però se andate in bagno i numeri di produttività si abbassano’”, racconta un ex lavoratore. I servizi igienici sono distanti e in alcuni magazzini si trovano addirittura in edifici esterni, dove i dipendenti devono essere accompagnati dal servizio di sicurezza. Se i numeri di produttività non vengono rispettati – riferisce – partono le e-mail di richiamo, a cui può far seguito il licenziamento.

Alcuni dei 12 magazzini non sono riscaldati e l’abbigliamento aziendale – maglietta, pile e giacca rossi, che talvolta gli stessi lavoratori sono costretti ad acquistare – non risultano sufficienti a ripararsi dal freddo. In estate, invece, uno degli aspetti più problematici è la mancanza di acqua, come racconta un altro testimone, che riferisce di aver dovuto aspettare anche quattro ore per bere, perché non è consentito portare bottigliette d’acqua.

La pianificazione del lavoro viene comunicata di giorno in giorno: sia l’orario, sia la sede (che può variare tra le diverse strutture distribuite sul cantone: da Novazzano a Bioggio, passando per Sant’Antonino e Muzzano, Giubiasco e altre) vengono comunicati ai dipendenti la sera prima via WhatsApp. Un pratica che, secondo quanto confermato da Giovanni Scolari del sindacato OCST, andrebbe contro sia l'ordinanza della legge sul lavoro, sia contro gli accordi sottoscritti nel contratto collettivo di Ticinomoda.

La posizione dell'azienda

"LGL impiega oggi nei suoi siti in Ticino circa 450 persone, di cui circa il 90% sono frontalieri e circa il 2% apprendisti. In media, pur variando da stagione a stagione, i lavoratori interinali sono pari a circa 280 persone. LGL e tutte le altre realtà del Gruppo Kering operanti in Ticino hanno da sempre coltivato, mantenuto e rafforzato relazioni improntate al massimo dialogo e trasparenza con i propri dipendenti e le parti sociali.  In particolare, confermiamo il pieno rispetto della normativa in essere concordata con l’Ispettorato del Lavoro e il sindacato OCST in termini di flessibilità e orari di lavoro. A oggi, LGL non ha evidenza di alcun reclamo per mancato rispetto della normativa. La Commissione Interna Aziendale dei Dipendenti non ha rilevato alcuna segnalazione, così come anche la Commissione Paritetica non ha evidenziato alcuna anomalia nel recente controllo effettuato alla fine del 2018. Nessuna indicazione, infine, è pervenuta da singoli dipendenti, neanche in modo anonimo.Sulla base anche di recenti interviste effettuate internamente, siamo pertanto confidenti circa un clima di soddisfazione all’interno dell’azienda".

Le condizioni di lavoro alla Luxury Goods

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Il Quotidiano di giovedì 28.02.2019

 
Elena Boromeo, Alice Pedrazzini e Bettina Müller
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