La Sapientia di IPUS
La Sapientia di IPUS (Tipress)

IPUS, truffati tre volte

Parlano gli studenti iscritti prima a Chiasso e poi alla Unipolisi di Disentis: "Ci chiesero 1'000 euro in più per il trasferimento"

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Parlano per la prima volta gli studenti truffati prima dalla IPUS di Chiasso, fallita nel 2016, e poi convinti a trasferirsi alla Unipolisi di Disentis: le due scuole che si dicevano universitarie senza poterlo essere. Due di loro si sono fatti portavoce del gruppo giovani patrocinati dall'avvocato Ivan Paparelli.

“Oltre alle rette che avevamo già speso in IPUS e che dovevamo spendere in Unipolisi, per l’accesso alla nuova scuola ci erano stati chiesti 1'000 euro da versare prima della presentazione”, racconta il 22enne Enea Gaddi di Reggio Emilia, studente di fisioterapia.

Una tripla fregatura: agli oltre 30'000 euro spesi per le rette delle due sedicenti università, si aggiungono anche i costi supplementari per passare dall’una all’altra, facendosi riconoscere i crediti. La delusione è grande anche per il coetaneo e compagno di studi Riccardo Rizzo, di Bologna: “In questo momento ci sentiamo abbastanza abbattuti. Perché non ci aspettavamo potesse finire in questo modo”.

Dopo l’esperienza alla IPUS qualche dubbio c’è stato prima di accettare la nuova offerta. “Il campanello d’allarme c’è stato e ha squillato - continua Riccardo -. D’altra parte noi eravamo un po’ con le spalle al muro. Avevamo comunque studiato due anni, con tutti gli esami dati e tutti i soldi già versati. Mancava soltanto un altro anno. Altre possibilità per continuare non le avevamo. Inoltre il direttore, a parole, era molto molto bravo a dirci quello che dovevamo fare, come lo dovevamo fare e come l’avremmo fatto”.

Alla luce di quanto successo a Disentis, il Ticino ricorda che le sole scuole universitarie riconosciute sul territorio sono l'USI, la SUPSI, la Facoltà di teologia, l'Istituto universitario federale per la formazione professionale e la Franklin University Switzerland. Altre offerte presenti sul territorio non possono usare le denominazioni "universitarie”.

CSI/BRav

Parlano gli studenti raggirati

Parlano gli studenti raggirati

Il Quotidiano di venerdì 09.02.2018

 
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