Secondo il medico Jihad Chebaro ora bisognerà focalizzarsi sulla prevenzione (Ti-Press)

Il Moesano colpito marginalmente

I test sierologici hanno evidenziato che solo il 2,6% dei cittadini ha contratto il coronavirus. La percentuale sale al 16% negli operatori sanitari

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La popolazione del Moesano è stata infettata dal Covid-19 in modo marginale. Solo il 2,6% presenta infatti evidenze a livello sierologico. È quanto emerge da uno studio presentato a Mesocco condotto su 500 abitanti. Una differenza sostanziale c'è invece nei 200 operatori sanitari testati: il 16% ha contratto il virus.

"I sanitari, sebbene fossero confrontati con un rischio più elevato, avevano a disposizione il materiale protettivo. Bisogna capire perché non abbia protetto a dovere. Il Moesano è stata una delle prime regioni ad essere colpite, forse quando abbiamo deciso di intervenire, c'erano già alcuni contagi", questa la riflessione del medico cantonale Marina Jamnicki.

Secondo il medico Jihad Chebaro, che fa parte dello Stato maggiore Regione Moesa, ora gli sforzi dovranno concentrarsi sulla prevenzione: "Deve essere molto rigida perché è l'unica cosa che ci salva, non avendo una cura. Bisogna evitare di prendere il virus". L'immunità di gruppo rimane un miraggio e la paura per una seconda ondata esiste, ma c'è chi vuole rassicurare la popolazione, come il dottor Franco Muggli: "In una regione rurale, l'adozione delle misure di precauzione ha risparmiato la popolazione".

Moesano, i risultati del test

Moesano, i risultati del test

Il Quotidiano di venerdì 05.06.2020

FD/CSI
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