La tragedia di Crans-Montana avrà delle conseguenze anche in Ticino, in particolare per quanto riguarda la prevenzione degli incendi. Quanto successo ha spaventato i clienti, ma anche gli esercenti.
Venerdì il Canton Ticino ha annunciato misure più severe per i locali pubblici. Divieto assoluto di materiale pirotecnico al chiuso, maggiore frequenza dei controlli, sanzioni più incisive. Sono queste le novità a livello cantonale che il consigliere di Stato ticinese Claudio Zali ha promesso di concretizzare nel giro di poche settimane.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Zali-%E2%80%9CPresto-il-divieto-di-materiale-pirotecnico-nei-locali-chiusi%E2%80%9D--3431052.html
Ma Gastro Ticino però non ha aspettato venerdì scorso. Con una circolare inviata a tutti gli affiliati il 7 gennaio ha ricordato a tutti le basi della sicurezza. E si è agito anche sul fronte delle candele scintillanti. E allora Alain Melchionda di SEIDISERA ha sentito il direttore di GastroTicino Gabriele Beltrami.
“Siamo rimasti molto toccati - spiega Beltrami a SEIDISERA - e ci siamo subito preoccupati di dare una comunicazione ai nostri associati. Prima di tutto invitandoli a non usare con effetto immediato qualsiasi fuoco aperto all’interno dei locali. E poi abbiamo comunicato la checklist da seguire: la formazione del personale, le vie di fuga, etc. Chiaramente tutti i ristoratori in Ticino sono formati in quanto hanno dovuto superare un esame obbligatorio. Non in tutti i cantoni vi è l’obbligo della formazione. Ed effettivamente in Vallese è facoltativo”.
Sullo specifico della “mini-stretta” del Cantone, Gabriele Beltrami specifica che la collaborazione funziona e già prima di Crans- Montana insieme si era deciso di effettuare un controllo generale su tutto il territorio cantonale. “Abbiamo subito istituito un corso ad hoc, due mezze giornate, per la gestione degli incendi. Dedicato al primo intervento, è aperto a tutti i ristoratori e soprattutto al personale. Inoltre ricordo che nel giugno del 2023 è stata votata una modifica della legge esercenti nella quale abbiamo messo un punto importante: qualsiasi esercizio pubblico aveva tempo tre anni - il termine è il 15 giugno 2026 - per rifare l’autorizzazione del locale. E all’interno di questa autorizzazione vi è l’idoneità dei locali che il Comune rilascia con un sopralluogo e controlla le vie di fuga, il materiale e che non vi siano stati fatti dei cambiamenti strutturali all’interno della struttura”.
E dopo i fatti tragici di Capodanno ci si è mossi anche con un’offerta di formazione extra, un corso sulla sicurezza antincendio per gestori, gerenti e personale dei locali pubblici, segnalata su sfondo rosso acceso e titoli in giallo fosforescente, con tanto di cartello d’attenzione con un punto esclamativo, sulla pagina internet dell’associazione. Non si può non vederla. L’appuntamento è fissato per il 5 febbraio. “Per il cliente - spiega ancora ancora Beltrami - è un valore aggiunto sapere che vi sono dei controlli più serrati”.
Nel frattempo, come detto, c’è tempo fino al 15 giugno per la certificazione di idoneità. E per chi ancora - visto ciò che è accaduto - volesse fare il furbo, il messaggio è chiaro: la Lear, la legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, prevede un solo tipo di sanzione, la chiusura.
Ma del giro di vite annunciato da Zali, cosa ne pensano i gestori dei locali? Il Quotidiano lo ha chiesto direttamente ad uno di loro. “Se sei a norma e hai i dispositivi di prevenzione attivi e testati - afferma Paolo Franzi, co-proprietario dell’Underground disco club di Lugano - che vengano ogni due anni oppure ogni cinque anni a fare i controlli non mi cambia la vita”.

Incendi negli esercizi pubblici: le mosse di GastroTicino
SEIDISERA 19.01.2026, 18:00
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