La febbre del Nilo ha come serbatoi uccelli e zanzare
La febbre del Nilo ha come serbatoi uccelli e zanzare (Keystone)

Il virus del Nilo "potrebbe arrivare"

Enos Bernasconi dell'EOC: "I casi gravi vengono alla luce quando già ci sono centinaia di infezioni". E ancora: "Bisognerà fare attenzione almeno fino ad ottobre"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La febbre del Nilo, che settimana scorsa in Lombardia ha causato il decesso di una persona e che in Italia presenta un tasso di crescita dei casi in aumento del 53% in una settimana, inizia a preoccupare anche in Ticino.

Il Prof. Enos Bernasconi, viceprimario di malattie infettive all'Ospedale regionale di Lugano
Il Prof. Enos Bernasconi, viceprimario di malattie infettive all'Ospedale regionale di Lugano (RSI)

La malattia è provocata da un virus che ha come serbatoi uccelli e zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all'uomo. Ne parliamo con il professor Enos Bernasconi, responsabile del servizio malattie infettive dell’Ente ospedaliero cantonale ticinese (EOC).

Arriverà anche da noi?
“Potrebbe essere”.

C'è davvero da preoccuparsi?
"Il vero problema è che i casi gravi vengono alla luce quando già ci sono centinaia di infezioni, poco sintomatiche o asintomatiche. In Europa questo virus è conosciuto da anni. Ed in passato il paese che ha segnalato più casi è stata la Grecia, seguita dall'Italia. Considerando che da noi in Ticino ci sono tante zanzare di tipo Culex, quelle che lo veicolano, e malgrado tutte le misure intraprese, bisognerà fare attenzione almeno fino ad ottobre".

Il West Nile Virus fa parte della famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile. È diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Ma negli ultimi anni sta circolando anche in Italia, soprattutto al Nord. In Svizzera quest’anno non si segnalano casi.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, sfoghi cutanei. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell'1% delle persone infette, in genere anziani o soggetti debilitati, e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma.

La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

Dunque, cosa si può fare?
"Usare repellenti e zanzariere: la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l'esposizione alle punture di zanzare”.

La diagnosi come viene effettuata?
"Sul sangue, ricercando gli anticorpi. Oppure tramite biologia molecolare PCR, cercando il virus stesso".

Ed infine, come ci si può curare se ci si ammala?
"In modo sintomatico. Le forme gravi vengono curate in ospedale. Per le persone più anziane o immuno-compromesse il problema può essere l'infezione del cervello (encefalite). I giovani invece in genere non hanno problemi".

 
Joe Pieracci
Condividi