Rilievi critici, espressi dall'Esecutivo, su ambedue i testi destinati alla votazione
Rilievi critici, espressi dall'Esecutivo, su ambedue i testi destinati alla votazione (archivio tipress)

Imposta di circolazione: il Governo dice la sua

Il Consiglio di Stato si esprime sia sull'iniziativa che sul controprogetto, confermando che la votazione popolare potrà tenersi in autunno

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Il Consiglio di Stato ticinese, dopo l'approvazione dei testi approvati ieri in Gran Consiglio in materia di imposte di circolazione, ha fatto le sue valutazioni sia sull'iniziativa popolare generica, sia sul controprogetto. È quanto ha reso noto lo stesso Esecutivo attraverso un comunicato diffuso oggi, giovedì.

In relazione al controprogetto il Governo "ribadisce le criticità" per quanto attiene al rispetto dell'unità della materia. L'articolo 1b del testo, si sostiene nella nota, ha ben poco a che fare con le imposte di circolazione, "trattando di una riduzione tariffale a beneficio degli utenti meno abbienti del trasporto pubblico". Ad ogni modo il Consiglio di Stato - tenuto conto che il Legislativo ha ritenuto comunque di approvare il testo nonostante queste criticità - non reputa necessario riproporre la questione al Parlamento attraverso una seconda lettura.

 

Riguardo invece all'iniziativa l'Esecutivo afferma di aver riscontrato una possibile lacuna legislativa "in materia di modalità di calcolo dell’imposta 2023 per le vetture immatricolate prima del 2009 (nuovo articolo 11 cpv. 2)". Questa nuova disposizione, si legge nel comunicato, non precisa le basi di calcolo applicabili a questi veicoli per il prossimo anno. Il Governo ritiene quindi che l'unico sistema applicabile per il computo di questa imposta sia "quello dell'attuale articolo 1a (bonus/malus)", considerato che l'importo esigibile non potrà eccedere quello del nuovo sistema di calcolo ordinario.

Circa l'impatto a livello finanziario, il Consiglio di Stato conferma che l'iniziativa implicherà dal 2024 entrate stimate nella misura di circa 91,5 milioni di franchi all'anno. Per il controprogetto si stimano invece introiti di quasi 96,3 milioni di franchi annui: deducendo però i costi del sussidio all'acquisto dell'abbonamento Arcobaleno - quantificati in 4 milioni di franchi - l'impatto netto complessivo è di circa 92 milioni.

Fatte queste considerazioni, il Governo ticinese conferma quindi che la votazione popolare sulle due opzioni potrà tenersi nel prossimo autunno.

Red.ID/ARi
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