Un'immagine recente dell'area dell'ex Macello di Lugano (Ti-Press)

In cerca di un altro ex Macello

Città, Consiglio di Stato e Gran Consiglio ticinese si riattivano per trovare una soluzione al progetto di autogestione

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Il progetto di autogestione all'ex Macello di Lugano deve considerarsi oramai concluso. Il Municipio, come noto, lunedì sera ha deciso di inoltrare la disdetta agli autogestiti dagli stabili occupati da quasi 17 anni. Per cercare una soluzione e una proposta alternativa è stato deciso di riattivare il gruppo di lavoro, che vede il coinvolgimento di città e Consiglio di Stato.

"Appena conosceremo i rappresentanti del cantone ci metteremo al lavoro con loro per trovare un'alternativa al centro sociale autogestito, che non sia più l’ex Macello…; dovremo trovare una realtà situata una zona urbana, accessibile con i mezzi pubblici, che non crei problemi ai residenti, insomma una sfida tutt’altro che facile", ha dichiarato ai microfoni della RSI Fabio Schnellmann, dell'Ufficio eventi e turismo, che rappresenterà la città. La lettera che sancirà la fine dell'occupazione sarà recapitata al più tardi fra tre settimane. Una disdetta che è conseguenza del credito di progettazione di 400'000 franchi per il riordino e il recupero del comparto in riva al Cassarate.

A Bellinzona, intanto, la commissione della gestione ha ripreso dopo 12 anni una mozione presentata dallo stesso Schnellmann, già deputato PLR  insieme all'allora granconsigliere e oggi municipale a Lugano Roberto Badaracco e all'ex parlamentare socialista Gianrico Corti, attraverso la quale si chiedeva che fosse il cantone ad occuparsi di spostare il Molino. Il rapporto - relatore è il leghista Boris Bignasca - dovrebbe essere pronto entro giugno.

Macello: verso la disdetta agli autogestiti

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Il Quotidiano di martedì 14.05.2019

 
CSI/bin
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