Nell'Alto Ticino i termometri segnavano più di 20 gradi all'alba
Nell'Alto Ticino i termometri segnavano più di 20 gradi all'alba (Ti-Press)

In valle come ai tropici

Il favonio riporta a livelli estivi le temperature al Sud delle Alpi. Attese forti raffiche in montagna. Situazione idrica sempre più grave

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Il vento da nord nella notte tra martedì e mercoledì ha riportato temperature estive nelle valli della Svizzera italiana. In alcune zone della Leventina e della Mesolcina, all’alba i termometri segnavano anche più di 20 gradi. Un fenomeno che aggiunge un’altra anomalia ad un’annata già di per sé eccezionale in cui al Sud delle Alpi si sono battuti numerosi primati storici, tra cui quello del semestre estivo (marzo-settembre) più caldo degli ultimi 150 anni.

24.10.2018: il tempo di oggi con Matteo Buzzi
24.10.2018: il tempo di oggi con Matteo Buzzi
 

Il favonio, secondo MeteoSvizzera che ha emanato un’allerta di grado moderato, si intensificherà e continuerà a soffiare con decisione fino a giovedì sera. In pianura le raffiche non dovrebbero superare gli 80 chilometri orari, ma alle alte quote potrebbe raggiungere anche i 120, garantendo un cielo limpido, due giornate di sole splendente con temperature massime di 20 gradi ai 1'200 metri di Airolo e di 25-26 al piano nel Locarnese, nel Bellinzonese e nel Sottoceneri.

Manca il fieno, si vendono gli animali

Modem: l'agricoltura ha sete
Modem: l'agricoltura ha sete

L’aria di autunno si fa decisamente attendere, aggravando sempre più la sofferenza sul fronte idrico. Una situazione che, dopo mesi di siccità e caldo eccezionale, colpisce i gestori degli acquedotti che invitano gli utenti a non abusare di quanto esce dai rubinetti, ma soprattutto i contadini. Oltre a dover limitare il consumo di acqua, sono impossibilitati a completare le riserve di fieno per garantire a tutti i propri animali sufficiente foraggio durante l’inverno. Ciò che, anche in Ticino, ha costretto alcuni di loro a vendere parte dei propri capi, come testimoniato ai microfoni di Modem dalla giovane allevatrice bleniese Doris Martinali che, dopo aver già rinunciato a 16 pecore, ora dovrà privarsi di 5-6 mucche.

Il cambiamento è già in atto

Il deficit di precipitazioni finora accumulato al Sud delle Alpi è del 20-30% rispetto alla media, ha riferito il responsabile del Settore idrologia della SUPSI Maurizio Pozzoni, dando il là alla discussione nel corso della quale il presidente di Agrifutura Giovanni Berardi, l’agronomo di Agroscope Fabio Mascher e l’artigiano del settore alimentare e produttore Pierluigi Zanchi hanno analizzato le possibili strategie che l’agricoltura potrebbe adottare per riuscire a convivere con il cambiamento climatico. I progetti in corso spaziano dall’estensione delle infrastrutture per l’irrigazione tanto al piano quanto in montagna al passaggio a nuove modalità di coltivazione, passando per la selezione di specie vegetali che riescono a garantire una resa simile a quella attuale ma usando meno acqua.

Una volta si diceva: “Ottobre gelato, ogni insetto è debellato”. Quest’anno invece a ridere sono le zanzare.

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Diem
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