La Buvette “dei segni”

Al bar del Gran Consiglio ticinese lunedì era possibile ordinare le bibite solo nella lingua dei sordi. La sensibilizzazione del Café des Signes

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Parlamentari ticinesi “costretti” per un giorno a ordinare le bibite nella lingua dei segni. È quanto avvenuto lunedì alla buvette del Gran Consiglio a Bellinzona, dove si è tenuto il “Café des Signes”, un progetto della Federazione svizzera dei sordi.

“Il Café des Signes – ha spiegato ai microfoni della RSI la direttrice regionale della federazione Alexandra Nötzli – non è nient’altro che un caffè, come oggi la buvette del Gran Consiglio, gestita solo dai sordi. La gente udente che viene deve pertanto fare la propria ordinazione nella lingua dei segni: ha un attimo di tempo per imparare il segno che necessita e dopo può fare la sua comanda, altrimenti rimane a secco.” 

 

L’obbiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare il grande pubblico alla lingua dei segni, oltre a presentare i sordi, la loro quotidianità e le loro capacità nel mondo del lavoro. L’idea viene proposta in tutta la Svizzera ed è già sbarcata anche a Palazzo federale.

Un cappuccino nella lingua dei segni

Un cappuccino nella lingua dei segni

Il Quotidiano di martedì 15.10.2019

 
Quot/dielle
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