Da 16 autorità che fanno capo ai comuni si passerà a quattro preture di protezione (TI-Press)

La svolta epocale delle ARP

Ampiamente promossa la riforma dell'organizzazione delle autorità di protezione, risalente al 1803 – Da organismi amministrativi ad autorità giudiziarie

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La riforma delle ARP, le autorità di protezione, è stata ampiamente promossa ieri (domenica) nelle urne: il 77,5% dei votanti ticinesi ha infatti approvato la svolta che si può definire epocale.

Epocale perché il principio su cui si basa il sistema attuale risale addirittura al 1803, l’anno di nascita del Canton Ticino. L'iter che porterà alla forma definitiva delle nuove ARP non sarà brevissimo, con altre tappe previste in Parlamento. Domenica però il popolo ha sancito il passaggio dalle 16 autorità che fanno capo ai comuni alle Preture di protezione che, negli intenti delle autorità, saranno solo quattro.

In altre parole, si passerà da organismi puramente amministrativi a un'autorità giudiziaria a tutti gli effetti. Si tratterà di mettere in campo competenze specifiche che, fino ad ora, non sempre hanno funzionato, come sottolinea alla RSI il presidente dell’Associazione genitori affidatari Pietro Vanetti: “Il sistema era già cambiato nel 2001 con l’introduzione delle Commissioni tutorie regionali, ma è stata l’implementazione purtroppo che non è andata bene. Mancavano risorse umane e qualità, o il metodo di valutazione della situazione, variava in modo eccessivo e ingiustificato. Inoltre le nomine erano più politiche che di competenza…”.

La risposta arriva dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, responsabile del dossier: “Al centro devono esserci prima di tutto proprio le competenze, dal momento che interveniamo – nel limitare le libertà individuali – in maniera forse anche più importante rispetto al diritto penale. E in questo senso non dubito che il Parlamento cantonale riuscirà a porre al centro queste competenze, al di là delle diverse sfumature politiche.”

RG- Broggini/dielle
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